In Italia mangiare insetti è vietato dalla legge e dalla consuetudine, eppure l’entomofagia è abitudine di circa 2 miliardi di persone nel mondo. In altri paesi, infatti, coleotteri, grilli e formiche – solo per citarne alcuni – sono consumati con frequenza: gli insetti compaiono sulle tavole messicane, africane, thailandesi ed indiane, australiane e neozelandesi. Fanno uso di insetti come alimento anche Giappone, Cina e Corea, e anche diversi paesi europei sembrano interessati ad aprirsi a questa abitudine.

Secondo un documento della FAO risalente al 2013, il consumo di insetti presenta una serie di vantaggi. L’allevamento di insetti a scopo alimentare gioverebbe innanzitutto all’ambiente: rispetto all’allevamento di mammiferi la produzione di gas serra risulta minore, così come il consumo di acqua; da non sottovalutare è anche la possibilità di nutrire gli insetti allevati con i rifiuti organici prodotti dall’uomo. Dal punto di vista nutrizionale, gli insetti forniscono proteine e nutrienti in quantità paragonabili a quelle assunte consumando carne e pesce; dato l’elevato contenuto di acidi grassi, sarebbero anche un ottimo integratore alimentare per bambini sottonutriti. Gli insetti edibili sono poi ricchi in fibre e micronutrienti quali rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio e zinco. Va sottolineato che gli insetti presentano anche un basso rischio di trasmissione di zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all’uomo).

I possibili vantaggi derivanti dall’introduzione degli insetti nella dieta a livello globale non si fermano qui. Incredibile a dirsi, ma i risvolti positivi potrebbero estendersi al sociale e all’economia: gli insetti, infatti, possono essere raccolti in natura o allevati seguendo tecniche semplici e con investimenti in denaro minimi; questo li rende un prodotto che può essere preparato e venduto anche dai membri più poveri della società.

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Nel mondo si consumano circa 1900 specie di insetti, per lo più Coleotteri, Lepidotteri, Imenotteri – come api, vespe e formiche – , Ortotteri – ad esempio cavallette, locuste e grilli –, Emitteri – cicale, cicaline, cocciniglie e cimici –, Isotteri – come le termiti –, Odonati – libellule –, e Ditteri – mosche –. Pochi sanno che, nei paesi in cui fanno abitualmente parte della dieta dell’uomo, il loro consumo non è dettato dalla mancanza di altri tipi di alimenti, ma dal sapore. Alcune specie, soprattutto in Africa e nel Sud-Est Asiatico, sono persino considerate delle vere e proprie delizie e le preparazioni sono vendute a prezzi considerevoli. Preparazioni che prevedono il consumo di insetti interi, ma anche impasti a base di insetti o farine.

Ad oggi, l’entomofagia potrebbe portare ad un miglioramento per quanto riguarda la questione fame nel mondo, ma nella cultura occidentale non viene ancora considerata a causa dell’importante tabù che si è sviluppato intorno al consumo alimentare di insetti. La speranza è che in futuro anche il modello dietetico occidentale possa aprirsi a ricette a base di cavallette e locuste e che si possa creare una vera e propria cultura alimentare in questo senso. In fin dei conti, fino a poco tempo fa, anche il pensiero di mangiare pesce crudo suscitava ribrezzo nei più…

Fonti: http://www.fao.org/docrep/019/i3264it/i3264it.pdf

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