Gambe chilometriche, fianchi abbondanti, vitino da vespa, misure 90-60-90, questi sono i canoni estetici di un corpo femminile perfetto.

Fin dagli albori la donna ha cercato in ogni modo di omologarsi al modello di figura femminile di riferimento. Questo ideale corporeo è spesso innaturale o difficile da raggiungere, un esempio sono i busti di stecche di balena vittoriani che servivano per stringere le membra e creare in modo artificioso il famoso “vitino da vespa”, oppure i tacchi a spillo oggi in commercio che deformano la pianta del piede ma che rendono le gambe più lunghe e slanciate. Dunque da sempre le donne hanno desiderato di essere belle, ma di certo mai come oggi. Infatti nella società odierna si è instillato un vero e proprio culto per la ricerca della bellezza esteriore che è di fatto aumentata in un’epoca in cui per interagire si deve prima passare per la foto profilo di qualsiasi social network.

Il filosofo francese Paul Valéry affermava:

Definire il bello è facile: è ciò che fa disperare“.

Bellezza femminile

Infatti spesso la ricerca della tanto agognata perfezione fisica è ben lontana dalla realizzazione, per tale motivo è disperata. Ogni popolo ha cercato di definire la bellezza secondo i canoni della propria cultura, ma questa inevitabilmente è sempre cambiata nel corso del tempo, perché l’ideale estetico è frutto di cambiamenti socioculturali, in quanto è costruito e plasmato dalla società e dalla cultura del momento ed è quindi soggetto al mutare delle mode, dei costumi e delle consuetudini. Un tempo le forme femminili morbide e abbondati erano sinonimo di ricchezza, come anche il candore della pelle e l’assenza di muscoli che altrimenti avrebbero rimandato alla mente il mondo contadino. Diversamente oggi un corpo sodo, tonico e abbronzato è sinonimo di bellezza. L’”essere in forma” diventa un imperativo categorico, poiché oggi il nostro stile di vita richiede reattività e produttività. La donna perciò invece di coltivare la propria unicità preferisce aderire a degli standard di bellezza socialmente accettati e, se necessario, ricorrere a diete durissime, allenamenti massacranti, lifting o a veri e propri interventi chirurgici per assottigliare o riempire parti del corpo per diventare delle bellezze “seriali” riprodotte con lo stampino. La dipendenza dallo specchio e dalla chirurgia estetica è diventata ormai per molte donne una sofferenza con cui fare i conti giornalmente. Ormai il bisturi è la nuova bacchetta magica che può realizzare i sogni e i desideri delle donne, cioè quello di avere il corpo e il viso come quello della figura femminile di riferimento attuale: Kim Kardashan.

Bellezza femminile

Sono dunque i modelli forvianti e irrealistici diffusi dai media che portano alla ricerca ossessiva della “forma perfetta” e al continuo auto-monitoraggio della propria immagine; modelli che sono anche la rappresentazione simbolica degli ideali collettivi della nostra società. Seneca disse:

“Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti”.

E’ giusto migliorare sé stessi ma bisogna prima di tutto accettarsi e poi capire cosa si vuole e se tali cambiamenti sono dettati da noi stessi o dal gusto della collettività.

FONTI:

http://www.viveredonna.it/90-60-90-le-misure-della-donna/

http://www.3nz.it/5140/bellezza-femminile-nei-secoli/