Mi chiede di vederci,
si, dico subito.
Subito dopo, tensione,
paura di sbagliare,
paura degli sguardi,
paura di venir giudicati,
ansia.
La sudorazione impazzisce,
deglutisco e cerco nella mente un rifugio,
trovo un saluto cordiale,
non percepisce,
non capisce,
non vuole capire (?)
cosa avrà capito ?
Il disagio.
Mi vede bloccato,
titubante su cosa dire.
Lo sguardo sereno, muto,
sul suo viso compare incertezza,
non è sicura di cosa stia accadendo,
i nostri sguardi si incrociano,
il mio scudo,
la mia difesa,
il mio sguardo è sicuro e mantiene il contatto,
però il cervello non vuole collaborare,
manda segnali sbagliati.
Ho paura,
Sembra abbia paura anche la persona davanti a me,
ma forse io di più,
paura che l’interlocutore possa vedere qualcosa,
un bagliore che esce dal profondo,
l’insicurezza della scelta.
Mi mordo l’interno guancia per tornare cosciente,
sono ancora lì,
non ho ancora salutato,
mi fissa, sorridente.
Ho immaginato tutto?
mi guarda,
la guardo.
Cammina attraverso me stessa,
lo sento trapassarmi tutta quanta,
tutti gli organi
lo sento accarezzarmi piano da dentro,
c’è una luce strana,
che sembra possa spegnersi da un momento all’altro.
Ti vedo che respiri forte da lontano,
sarà forse quello(?)
si è fatto tardi,
devo andare,
devi andare.
ti perdo,
mi perdi.
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