Durante questo anno accademico, sono stata una dei circa 300.000 studenti che hanno partecipato al programma Erasmus, trascorrendo un semestre presso un’università straniera. Da agosto a dicembre dello scorso anno, la Danimarca è stata la mia patria adottiva, da qui il titolo della mia playlist di oggi. Gli smørrebrød (letteralmente “pane e burro”) sono uno dei piatti più celebri della cucina danese, e, come suggerisce il nome, consistono in un una fetta di pane di segale imburrata e guarnita con gli ingredienti più disparati. Le versioni più celebri sono quelli con salmone, aringhe o maiale (da veri vichinghi).

Mentre vivevo a Copenhagen, una mia amica mi ha fatto un regalo: una playlist di musica italiana. Mi ha detto che inizialmente l’idea era creare una playlist “da vera patriota italiana” con i “peggiori brani ballabili italiani del decennio”, che in realtà poi però si è trasformata in un calderone di disco music anni ’80, ballate strappacuore e pop anni ’60. Tutti i pezzi hanno però una caratteristica comune: appena li si ascolta ci si accorge di conoscerli (vi sfido ad ascoltare “Sarà perché ti amo” senza canticchiarla sottovoce).

Questa playlist è diventata la colonna sonora più o meno ufficiale delle serate passate a tentare di cucinare piatti italiani con i miei coinquilini con quello che i supermercati scandinavi avevano da offrirci.

La playlist di oggi è una selezione dei miei brani preferiti di quella playlist, più qualche canzone di Calcutta, che a volte ha sostituito Nada e compagnia come accompagnamento musicale dei nostri sforzi culinari.

Le canzoni sono un decrescendo, immaginando una serata ideale: la voglia di ballare è inversamente proporzionale all’alcol in corpo, la predisposizione a cantare canzoni strappacuore direttamente proporzionale ad esso. Quindi iniziamo con Giuni Russo e finiamo con Massimo Ranieri. Le canzoni di Calcutta compaiono ogni tanto per rendere il tutto ancora più nonsense.

Vorrei dedicare questa playlist a tutti gli studenti che come me hanno partecipato al programma Erasmus, e a tutti coloro che per un motivo o per l’altro hanno vissuto per periodi più o meno lunghi in un paese straniero.

Per me queste canzoni saranno sempre sinonimo di nostalgia di casa. Anzi, di doppia nostalgia di casa: della mia “vera” casa, e di quella che, pur avendoci vissuto solo per qualche mese, considererò sempre come la mia seconda casa.

Immagini: Imgur