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29 maggio 2017

CHARLOTTE SALOMON, DA BERLINO A MILANO

CHARLOTTE SALOMON, DA BERLINO A MILANO

Charlotte Salomon, figlia del medico Albert Kann e dell’infermiera Franziska Kann, nasce a Berlino nel 1917 in una famiglia ebrea dell’alta borghesia tedesca.

All’età di otto anni sua madre si suicida, ma alla piccola raccontano che la causa è stata l’influenza.

Dopo qualche anno il padre diventa un importante professore universitario e conosce una famosa cantante, Paulinka Bimbam, a cui si unisce in matrimonio nel 1930. A questa donna affascinante, Charlotte si affeziona. All’età di diciotto anni si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Berlino, ma nel mentre vengono istituite le politiche antisemite e la famiglia Kann viene colpita, tanto che il padre Albert non è più abilitato all’insegnamento e Paulinka viene vietato di esibirsi in pubblico.

I nonni di Charlotte, a cui è molto legata, decidono di lasciare la Germania per trasferirsi nella Francia meridionale (Villefranche-sur-Mer, nei pressi di Nizza). Nel tragitto si fermano a Roma dove vengono raggiunti dalla nipote che coglie l’occasione per ammirare la grande arte italiana ed in particolare si innamora di Michelangelo.

Charlotte si trova in Francia, presso i nonni, quando nel 1939 scoppia la seconda guerra mondiale, evento che sconvolgerà l’anziana nonna Marianne portandola al suicidio. Proprio in questo momento difficile il nonno decide di raccontare la triste storia della famiglia: a partire dalla madre di Charlotte, numerosi membri della famiglia si sono tolti la vita e gli unici superstiti a quel momento sono proprio lei e il cugino (che successivamente morirà anche lui suicida). Charlotte rimane sconvolta, ha paura di impazzire e di cadere in sentimenti suicidi, decide quindi di raccontare la sua vita attraverso l’arte: 1325 tempere vengono create tra il 1940 ed il 1942, a cui segue una selezione per creare una pièce teatrale, intitolata ‘’Vita? O teatro?’’.

Nel 1943 viene condotta ad Auschwitz con il marito (uno dei protagonisti della sua pièce), dove morirà incinta di quattro mesi.

L’opera di Charlotte verrà recapitata dal padre dopo che un’amica della figlia, dall’America, gliele spedisce. Albert e la compagna Paulinka (entrambi sopravvissuti alla guerra, dopo che il padre era stato internato per un certo periodo) sono sorpresi dalla voluminosa opera di Charlotte e decidono di donarla prima al Rijksmuseum di Amsterdam, per poi essere definitivamente collocata in un altro museo della stessa città, il Jewish Historical Museum.

L’opera autobiografica di Charlotte deve essere rivestita di una certa importanza in quanto racconta di una vita speciale, di un momento storico preciso e di una condizione sociale particolare senza filtri ma con una grande spontaneità che fa dell’arte stessa interlocutore e spettatore. L’arte è la cura di Charlotte che come donna, artista, tedesca ed ebrea permette a lei di affrontare il suo destino, e consente a noi oggi di confrontarci con un documento di una storia che deve essere di tutti.

Per la prima volta l’arte di Charlotte Salomon arriva in Italia: dal museo di Amsterdam sono giunte a Milano circa 270 tempere, presso Palazzo Reale, in una mostra curata da Bruno Pedretti, secondo un percorso che segue e racconta la storia dell’autrice.

La mostra è stata inaugurata il 30 marzo e finirà il 25 giugno del 2017 ed ha un costo di 10 euro (8,50 il biglietto ridotto).

Images: copertina

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