“Spesso le correnti artistico-letterarie che appartengono al lato più controverso ed oscuro del nostro passato, ci dicono molto di più di quello che possiamo leggere tra le righe di un testo. Una di queste è il Futurismo.”

Le notizie riguardanti guerre, politiche statali scorrette e arretrate, disagi sociali, attentati e crisi economiche sono ormai presenti quotidianamente nei titoli dei telegiornali e delle testate dei maggiori quotidiani esteri ed italiani. Che si navighi su internet o si accenda per caso la televisione, siamo inondati da notizie crude e monotòno; tanto che ormai l’abitudine nel recepirle, ci ha reso quasi impassibili a certe crudeltà.

Ma questo “caos ordinato” non è apparso così per caso oggi, di punto in bianco. Qualcuno riuscì a raccontarcelo prima che la catastrofe accadesse, con un impatto ed un impeto che troppo spesso venne – e viene- minimizzato e ridimensionato a causa del suo legame diretto con le politiche del Ventennio. Il Futurismo in effetti, fu un movimento di avanguardia che permise in un certo senso la premonizione di tendenze storico-politiche che si sarebbero poi ripetute incessantemente in forma di climax ascendente fino ai giorni nostri. 

Il movimento artistico-letterario si sviluppa nei primi del Novecento in Europa e in Russia. Il primo a nascere ufficialmente fu quello italiano con il Manifesto del Futurismo (1909) – scritto e firmato da Filippo Tommaso Marinetti -pubblicato dapprima sulla Gazzetta dell’Emilia e poi tra le colonne del giornale francese Le Figaro. Di questo documento fondamentale per la storia della letteratura, un punto in particolare sottolinea l’atteggiamento visionario – ma anche oracolo di un nuovo mondo mai immaginato prima – di questi artisti votati al pericolo: “ 11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l’orizzonte, e le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. “ Sebbene queste righe applaudissero al carattere violento  e frenetico della nuova società – e quindi vedessero il nuovo sviluppo mondiale come un’enorme opportunità di cambiamento –  leggendo attentamente si può vedere come parole di stampo ambiguo se non negativo siano presenti all’interno di esse ( es. ingorde divoratrici; contorti fili; folle agitate). Prima dunque di giudicare questo movimento – come di solito accade nelle scuole – su basi politiche prevenute (le quali purtroppo sono giustificate dal terribile corso della nostra storia) – bisognerebbe individuare i reali segnali che tentava di darci ad inizio secolo.

In effetti riprendendo in mano l’undicesimo punto del Manifesto, è impossibile non ricollegare le parole al nostro attuale mondo del XXI secolo, annunciatosi però molto più negativamente di quanto i futuristi sperassero. Città sovraffollate, borgate invivibili, ritmi di lavoro insostenibili, treni che “cavalcano” i territori in poche ore: per chi vive il nuovo millennio, tutto ciò è ormai abitudine, insieme alla guerra decantata da Marinetti e i suoi colleghi ed amici. Considerando dunque che il Futurismo fu una delle avanguardie più audaci dal punto di vista della previsione di avvenimenti futuri, forse andrebbe studiato con più attenzione e con meno superficialità, evitando di basare l’insegnamento esclusivamente su questioni politiche che sì, è bene ricordare, ma che non vanno trasformate in fissazione e stereotipo.

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo

https://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_del_Futurismo

Immagini:

https://www.thinglink.com/scene/783685488077701122

http://www.vcostantini.eu/index.php?page=fuuturismo