18 novembre 2018

Fake fake news: chi ha incastrato Laura Boldrini?

Fake fake news: chi ha incastrato Laura Boldrini?

di Federico Lucrezi

L’agente Carmine ha perso la vita questa notte durante un inseguimento a degli africani che avevano fatto un furto a una famiglia di pensionati. Condividi se sei indignato e vuoi commemorare questo eroe.

Poche parole accompagnano la foto dell’agente Carmine. Che però non si chiama Carmine, non è un poliziotto e soprattutto è vivo e vegeto. L’uomo in divisa nella foto è Ezio Greggio sul set di Occhio a quei due, un film Tv del 2009 in cui interpretava, appunto, un poliziotto.

In mezzo al polverone mediatico sollevato dalle fake news, tra chi auspica controlli severi da parte di Facebook (che ha recentemente annunciato un filtro sperimentale che dovrebbe essere in grado di segnalare le bufale agli utenti) e chi le riabilita inventandosi il concetto di post verità, c’è chi si diverte a prendere in giro chi nelle fake news casca quotidianamente. Ed ecco Ezio Greggio diventare un agente eroe e il compagno di merende Mario Vanni un anziano finito in prigione dopo aver sparato ad un rapinatore. Un’innocua parodia delle bufale online, insomma, una specie di fake fake news che regala qualche figuraccia a chi non riconosce il personaggio famoso di turno condividendo la foto e un sorriso a tutti gli altri.

Finché a cascarci sono gli utenti più ingenui del web nulla di strano. Se però a non cogliere l’ironia di una fake fake news, a considerarla una bufala in cattiva fede e a farla diventare in mezza giornata un vero e proprio caso nazionale è un’intera classe politica le cose cambiano.

La giornata del 14 aprile è surreale.

Il presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini pubblica sul suo profilo Facebook una fotografia che da diversi mesi gira su internet. L’attrice di turno è Krysten Ritter, Jane Margolis, fidanzata di Jesse Pinkman, in Breaking Bad e Jessica Jones nell’omonima serie targata Netflix, spacciata per Luciana Boldrini, presunta sorella della terza carica dello Stato e responsabile di numerose cooperative impegnate nell’assistenza agli immigrati.

L’immagine è stata pubblicata diversi mesi prima da una pagina ironica oggi non più attiva nata a sua volta come parodia di un altro gruppo Facebook che proponeva imbarazzanti contenuti pseudofascisti.

Il post di Laura Boldrini, tuttavia, lascia intendere che la prima a esserci cascata in pieno è proprio lei:

Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua, proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care. La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia. Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei.

E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti.

Peccato che questi personaggi senza scrupoli siano i primi a prendersi gioco del meccanismo delle fake news, nemico giurato del presidente Boldrini.

Come se tutto ciò non fosse già abbastanza divertente ecco arrivare puntuale il corteo di tweet di solidarietà di diversi esponenti della classe politica per questo grave attacco personale subito e i servizi di giornali e telegiornali che riportano le parole di Laura Boldrini a loro volta senza verificare la provenienza dell’immagine incriminata.

La figuraccia del presidente, che potrebbe limitarsi a far sorridere, ci riporta invece di fronte alla principale problematica che chi vorrà combattere veramente il fenomeno fake news dovrà risolvere:

Chi stabilisce cosa è fake news e cosa non lo è? A chi affidare quel controllo dei social network da più parti invocato?

Se nemmeno la terza carica dello Stato, in prima linea per la sensibilizzazione sulla questione e fervente sostenitrice del ruolo attivo di Facebook nella lotta alle bufale online, non è in grado di riconoscere una fake news chi dovrebbe assumersi questa responsabilità?

La grottesca giornata del 14 aprile evidenzia ancora una volta come quella delle fake news sia una questione estremamente delicata. In attesa di poter trarre le prime considerazioni sull’operato del filtro annunciato da Facebook il consiglio è sempre lo stesso: controllare sempre le fonti ed evitare di condividere un contenuto spinti dall’emozione suscitata da una fotografia, senza essere sicuri di ciò che si sta pubblicando. Vero presidente?

Foto

 

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