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14 dicembre 2017

Il Diurno di Favelli tra Déco e anni Ottanta

Il Diurno di Favelli tra Déco e anni Ottanta

L’antico gioiello milanese rinasce tra le installazioni di Flavio Favelli in un’atmosfera che gioca con la stimolazione sensoriale e il ricordo del passato.

Dal 30 marzo al 14 maggio 2017, in uno spazio sotterraneo sovrastato da Piazza Oberdan, lo storico Albergo Diurno Venezia apre le porte alla mostra Senso 80 di Flavio Favelli. L’evento, promosso dal FAI-Fondo Ambientale Italiano e realizzato in occasione del MIART 2017 e del Salone del Mobile, avvolge in un’atmosfera anni ’80 l’antica ed elegante struttura.

L’Albergo Diurno Venezia nasce nel 1926 come centro servizi per viaggiatori. Un lussuoso salone Art Déco ospitava spazi dedicati alla manicure, pedicure, oltre che a un barbiere, mentre un’area aggiuntiva dava accesso alle terme e ai bagni pubblici. Dopo la chiusura negli anni ’80, la struttura fu abbandonata e da due anni è sotto l’ala protettrice del FAI. Dall’osservazione di fotografie degli anni ’20, Favelli riscopre sotto gli strati di polvere e l’intonaco degradato un antico splendore. Nasce così un progetto innovativo, che permette al grande pubblico di riscoprire un prezioso angolo artistico, dimenticato per molto tempo.

Un ampio salone a colonne tinteggiato di rosa antico immerge lo spettatore in un’aura retrò. Lungo un corridoio piastrellato a mosaico, Favelli colloca quattro installazioni a isola che rievocano i divanetti circolari e i tavoli dove i visitatori potevano attendere prima del trattamento desiderato. Il primo è un oggetto d’arredamento a forma di scala, decorato ai lati con un collage dai motivi geometrici e dal tocco psichedelico. Segue poi un tavolino posizionato su un piedistallo ottagonale a tre gradini, in una mescolanza tra antiche rifiniture e colori freschi e vivaci. Chiudono il percorso due strutture dalla forma uguale alla prima presentata, dove ritornano accostamenti di motivi esuberanti ed azzardati. A contornare le sculture centrali si trovano piccoli spazi nascosti da tendaggi rossi e accompagnati ciascuno da un insegna indicativa del tipo di trattamento estetico che lì veniva svolto.

In fondo al corridoio centrale, una suggestiva porta vetrata conduce il visitatore di fronte ad una statua in bronzo di Igea, dea della salute, dietro la quale si ramificano due corridoi. Lungo le pareti, diverse porte celano quelli che un tempo erano bagni pubblici. Favelli inserisce in questa zona delle insegne a neon, costruite sulla sovrapposizione disturbante di numerose scritte. L’effetto straniante creato dai colori accesi che invadono i corridoi bui inquieta l’osservatore che si muove tra le mura scrostate e lascia un sapore totalmente differente dalla prima stanza.

La mostra mira a giocare sulla stimolazione sensoriale dello spettatore, in un luogo che un tempo era dedicato proprio alla cura della persona. Per chiunque voglia lasciarsi trasportare nel passato, l’evento è accessibile gratuitamente ogni giovedì e domenica  dalle ore 12 alle ore 19.30.

 

 

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