Gli adolescenti li adorano, i ragazzi tra i venti e i trent’anni li seguono e si sentono vecchi quando si accorgono di non aver mai sentito nominare alcuni di loro, mentre i più maturi li sdegnano, increduli dinnanzi al loro successo tra i giovani.

Quest’ultima categoria dovrebbe ricordarsi di quando, in gioventù, impazziva per i suoi idoli dei video di MTV.
Una differenza fra i loro divi e gli youtubers di oggi tuttavia c’è: le star del web molto spesso non devono la loro popolarità a particolari talenti artistici.

Sono solitamente dei ragazzi che, con una buona dose di ironia, parlano davanti ad una telecamera degli argomenti più disparati.

Cosa li rende allora tanto amati?

Innanzitutto costituiscono la nuova forma di intrattenimento della modernità. La programmazione televisiva oggi è sentita come obsoleta e vincolante, invece, sulla rete, è l’utente a scegliere quale contenuto visualizzare e, ad esempio, può decidere di vedere solo i video del canale del suo youtuber preferito. Un’esperienza di fruizione decisamente meno passiva rispetto a quella della TV.

Il palcoscenico televisivo risulta inoltre eccessivamente costruito e artefatto per il nuovo pubblico, tutto il contrario di un ragazzo che, magari spettinato e in pigiama, parla con un tono divertente e colloquiale.

Questa simulazione di comunicazione diretta fa percepire la star come “uno di noi”, un vicino di casa, un amico e le permette di instaurare una relazione affettiva e di fiducia con i fans.

Persone normali , dunque, che accendono i riflettori su scene di vita quotidiane come “le disavventure dello studente fuori sede” piuttosto che “i ragazzi che si incontrano in discoteca” e così via, e le raccontano in chiave comica, spettacolarizzandole.

Gli spettatori vengono coinvolti grazie ai temi che li riguardano da vicino e si sentono legati agli  youtubers proprio perché riescono a rendere la routine meno opprimente, anzi degna di attenzione e in grado di strappare una risata.

 


Fonti:

 www.thismarketerslife.it

ytmagazineitalia.blogspot.com

 

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