Era il lontano 2009 quando James Cameron presentava il suo Avatar, un tripudio di spettacolarità, sperimentalismo, tecnologia, un lavoro lungo 4 anni che ci porta su Pandora, pianeta creato dalla combinazione di invenzione e scienza, abitato dai Na’ vi, creature dalla pelle blu.

Avatar è considerata la pellicola che ha rivoluzionato il cinema, ovvero un punto di svolta verso un’era più tecnologica e sofisticata della settima arte.
Oggi i rumors di presunti seguiti e ritorni su Pandora sono confermati dalla pagina di facebook ufficiale di Avatar; giungono le notizie che ci aspettano ben quattro sequel, le date previste di uscita dei film sono:

Avatar 2 (18 Dicembre 2020)
Avatar 3 (17 Dicembre 2021)
Avatar 4 (20 Dicembre 2024)
Avatar 5 (19 Dicembre 2025)

Questa sarà una mega e unica produzione, come aveva annunciato il regista durante un’intervista con Famous Monsters of Filmland, i copioni si gireranno tutti insieme, come una miniserie “è come se girassimo i tre Padrino tutti insieme” afferma Cameron. Nei film si utilizzeranno nuove tecniche digitali e nonostante i sequel saranno girati quasi interamente in performance capture, non mancherà comunque l’utilizzo limitato di riprese dal vivo.


I protagonisti saranno sempre i beniamini Jack Sully (Sam Worthington) il soldato che parte in missione su Pandora con il suo avatar, un ibrido genetico ai quali si collegano i propri sensi nervosi tramite un’interfaccia mentale, che si affeziona al popolo dei Na’vi e in particolare della bella Naytiri (Zoe Saladana), tanto da scegliere di vivere per sempre con loro nel suo nuovo corpo.

Cosa aspettarci dunque dai nuovi sequel?
Sicuramente qualcosa di sorprendente: nuove lune da esplorare e mondi fantastici più stupefacenti grazie alle tecnologie avanzate e superiori rispetto al primo Avatar… parola di James Cameron!

Molte sono le aspettative, vedendo i grandiosi kolossal che il regista ha sfornato in passato, sbancando ai botteghini con ben due pellicole: Avatar e prima ancora nel 1996 con Titanic, con quest’ultimo raggiungendo persino il primato di pellicola più premiata della storia, insieme a Ben-Hur (William Wyler, 1959) e Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re (Peter Jackson, 2003).

Una cosa è certa; come ben dimostrato, le manie di grandezza del regista canadese non conoscono proprio limiti.