Se papa Giovanni XII fosse vissuto nel XX secolo sarebbe certamente diventato un’icona. Uno di quei personaggi che nell’arco della loro breve vita sono riusciti a lasciare il segno. Tuttavia, il Pontefice nato a Roma da una nobile famiglia di origine spoletina viene ricordato non tanto per le sue qualità di guida spirituale, ma per la sua condotta dissoluta, fatta di piaceri, eccessi, e scelte sciagurate, che lo ha portato a perdere la vita a 27 anni, proprio come le rock star più famose. E analizzando la sua esistenza si possono riscontrare molte analogie con i suoi più celebri “colleghi”.

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Fin dalla sua elezione al soglio pontificio nel 955 d.C. Ottaviano dei conti di Tuscolo (questo era il suo vero nome) fu apertamente contrastato da gran parte della gerarchia ecclesiastica. E non a torto. Innanzitutto Ottaviano, quando divenne Papa, era giovanissimo e non aveva ancora raggiunto l’età canonica. In più la sua nomina fu fortemente sponsorizzata dal padre, il prefetto Alberico II, che impegnò il popolo ad eleggere suo figlio come successore di Agapito II. Una dinamica quantomeno discutibile, dal momento che Alberico si cimentò in questa sacrilega “campagna elettorale” quando papa Agapito era ancora vivo e vegeto.

Con tutta probabilità Giovanni XII non aveva ricevuto alcuna istruzione religiosa, ma nonostante questo, essendo a capo della cristianità, gli giunsero da tutta Europa domande e richieste di pareri o consigli in materia ecclesiastica. Secondo alcuni storici la sua incompetenza in materia teologica screditò fortemente la figura papale, e a farne le spese furono i suoi successori i quali videro la loro conoscenza messa più volte in discussione.

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Come tutte le rock star che si rispettino, Giovanni XII condusse una vita dissoluta. Il palazzo del Laterano durante il suo pontificato divenne una vera e propria casa del piacere. Gran parte degli scrittori e letterati contemporanei lo considerarono un inetto incapace di resistere ai piaceri carnali.

Il suo temperamento sfrenato si rifletté anche in politica. Intraprese numerose battaglie con i regni d’Italia, e le sue scelte spesso si rivelarono azzardate o eccessive. Si inimicò Ottone I re di Germania con il quale inizialmente stipulò un’alleanza che tradì dopo poco tempo. Così i suoi ultimi due anni di vita furono un turbinio di eventi: nel 963 venne cacciato da Roma e accusato di alto tradimento da Ottone, il quale fece eleggere un nuovo

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Papa. Giovanni scappò in Corsica da dove qualche mese dopo tornò e riconquistò il soglio e punì coloro che avevano partecipato alla congiura.

Ma il suo ritorno trionfale durò poco poiché il 14 maggio 964 morì. Secondo alcuni la causa fu un colpo apoplettico, secondo altri venne ucciso dopo essere stato colto in flagrante adulterio con la moglie del proprietario dell’osteria presso la quale alloggiava.

Un eroe negativo, un bad boy che ha vissuto in modo discutibile ma che è comunque rimasto nel cuore del popolo romano. E che, come molte rock star, è stato colpito dalla “maledizione dei 27”.

Fonti:

www.treccani.it

www.repubblica.it

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