Amy, Coco, John, Lilli e Biagio, David: una ragazza tormentata, un’icona di stile, un uomo di potere, due cagnolini e un cantante. Non sono solo i protagonisti delle audioguide, ma anche personaggi reali. Non è importante chi siano stati (fa parte della visita anche divertirsi a riconoscerli), quanto lasciarsi guidare dai loro sentimenti e dalle loro sensazioni attraverso la mostra  “LOVE – L’Arte contemporanea incontra l’amore”.

LOVE è una mostra interattiva, moderna, social. Si è invitati a fotografare le opere, a condividere gli scatti con #LoveMilano, a inviarli agli amici, a lasciare traccia del proprio passaggio con un messaggio su un muro all’interno del percorso espositivo.Una mostra diversa dal solito, che parla ai giovani e cerca di attrarre anche i più reticenti a mettere piede in un museo.

La mostra si apre con le opere di Robert Indiana, artista americano dall’impronta inconfondibilmente Pop, autore di celebri e iconiche opere come “Amor” e “Love”. Parole brevi, semplici e chiare, come le insegne pubblicitarie della New York anni ’60, fonte d’ispirazione dell’artista. Parlando di Pop Art, non poteva mancare un’opera di Andy Warhol, figura cardine del movimento, cioè uno dei suoi ritratti della bellissima Marilyn Monroe, tormentata dai suoi amori infelici.

L’amore è sensualità e la sensualità è donna. Tom Wesselmann, un altro artista Pop statunitense, racconta la sensualità femminile tramite la rappresentazione di un semplice gesto: due labbra carnose dischiuse, dalle quali si sprigiona il fumo di una sigaretta, tenuta tra due dita con unghie laccate di rosso.

L’amore è anche imperfezione ed accettazione. Questo vuole dirci Marc Quinn con l’opera “Kiss”. Si tratta di un ritratto in marmo di un uomo e una donna, compagni nella vita reale, nell’atto di scambiarsi un bacio. Entrambi hanno delle malformazioni fisiche. Il marmo, materiale nobile utilizzato per immortalare imperatori e grandi gesta, qui rappresenta l’imperfezione e la normalità dell’amore.

Amor vincit omnia. Francesco Vezzoli, artista bresciano, in “Eternal Kiss” unisce due ritratti in marmo di epoca romana, uno maschile e l’altro femminile, restaurati con nuove fattezze. Avvicina i due volti, aggiunge una lacrima sul volto dell’uomo, un tocco di rosso sulle labbra della donna, e ci propone una storia da interpretare in infiniti modi.

L’amore è diversità. Vanessa Beecroft rappresenta un’altra sfumatura dell’amore: sei diverso ma ti amo, in fondo sei una persona come me. Una donna dalla pelle diafana tiene tra le braccia e allatta due bambini dalla pelle scura, come una moderna Carità. È l’amore materno, che va oltre la maternità biologica, immenso e moderno.

L’ossessione di Mark Manders per il corpo femminile si unisce alla funzione dell’arte come tramite per concretizzare bellezza e dolore in “Figure on Chair” e “Composition with Vertical”. La creta, usata nell’antichità per rappresentare la bellezza classica femminile, viene qui sfregiata e rovinata dal legno. Sono donne doloranti, fragili come creta, che vivono le ferite dell’amore. Il legno, strumento di tortura e simbolo di sacrificio, ricorda la passione di Cristo.

Queste e molte altre sono le opere che attendono i visitatori, innamorati e non, fino al 23 luglio presso il Palazzo della Permanente di Milano.

 

 

 

 

 


FONTI

Permanente

Visita alla mostra da parte dell’autrice

CREDITS

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