La Camera degli Sposi è l’emblema di come l’arte sia in grado di trasformare una finzione in realtà.

Camera degli Sposi, particolare del finto oculo, 1465

La decorazione viene realizzata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 su volontà di Ludovico Gonzaga.
La camera è situata al piano nobile del torrione nord-est del Castello di San Giorgio a Mantova.
Il suo appellativo deriva dal tabellone dedicatorio dipinto da Mantegna sopra una delle due porte. Tuttavia è conosciuta anche come Camera picta grazie alla sua grandiosa decorazione pittorica ad affresco.
Il programma decorativo, scelto da Ludovico, è una celebrazione politico-dinastica della famiglia Gonzaga.

Camera degli Sposi, Castello di San Giorgio, Mantova, 1465

Mantegna si rivela abilissimo nel piegare la prospettiva fino ad ottenere eccezionali effetti illusionistici.
Lo spazio viene concepito come un continuo rimando tra realtà e finzione. Il torrione di un castello diventa un padiglione dorato a cielo aperto e le pareti delle stanze si trasformano in loggiati dai tendaggi illusionistici.

La prima parete, detta “della corte”, mostra il ritratto collettivo della famiglia Gonzaga. Ludovico è colto mentre gli viene consegnata una lettera in cui Bianca Maria Visconti lo informa sulla pessima condizione di salute del duca di Milano, Francesco Sforza. Intorno a lui sono raffigurati la moglie Barbara, i figli e i familiari.
La seconda parete, detta “dell’incontro”, rappresenta l’incontro di Ludovico con il figlio Francesco. I due personaggi festeggiano la nomina di Francesco a cardinale, titolo conferito dal Papa che legittima la signoria dei Gonzaga sullo stato mantovano.

Camera degli Sposi, parete della Corte, 1465

La volta dorata e sostenuta da putti monocromi rende omaggio agli imperatori romani.
Mantegna inventa al centro della volta un’apertura illusoria: un finto oculo aperto sul cielo. Dalla balaustra marmorea si affacciano putti, fanciulle e figure misteriose.

Camera degli Sposi, particolare affreschi della Volta, 1465

La genialità di Mantegna racchiusa in un’unica stanza! Gli avvenimenti rappresentati risultano legati sia nello spazio che nel tempo. Il racconto si sussegue sulle pareti in una prospettiva unitaria facendo riferimento a due vicende avvenute il 1° gennaio 1462.

Sarà pure una stanza affrescata ma l’effetto tridimensionale e illusorio permette di far volare la mente in uno spazio totalmente immaginario ma così reale da rimanerne affascinati.


FONTI

Visita dell’autrice