Otto settembre 1943: l’inizio della fine per il Fascismo, l’attesa per la nascita di qualcosa di nuovo.
L’Italia è divisa: al sud gli alleati, al Nord la Repubblica Sociale Italiana e le truppe nazi-fasciste.
È in questi lunghi mesi di incertezza e di disperazione che in molte zone del nord e centro Italia nascono, per poi scomparire in seguito a combattimenti e a riconquiste, molte piccole repubbliche partigiane.
Questi piccoli “Stati” nascono più o meno all’improvviso, quando un particolare territorio viene liberato dagli occupanti e si crea la necessità di dare un nuovo, seppur fragile e incerto, ordine istituzionale alla zona.

I confini della Repubblica dell’Ossola

Una zona liberata per un breve periodo dall’occupazione nazi-fascista fu quella dell’Ossola, un piccolo territorio a nord del Piemonte, prevalentemente montuoso, confinante con la Svizzera.
Questa Repubblica ebbe una vita molto breve, dal 10 settembre al 23 ottobre 1944. Appena 40 giorni, 40 giorni di libertà. Nonostante la breve durata, questa esperienza è ritenuta fondamentale da moltissimi storici italiani che vedono in questo periodo un importante punto per delineare i caratteri della resistenza nazionale.
Durante queste giornate, infatti, gli amministratori della Repubblica (che si estendeva per un territorio di 1600 km² e che aveva come capoluogo la città di Domodossola) cercarono in ogni modo di gestire al meglio gli aspetti legati alla guerra e all’approvvigionamento di cibo e si impegnarono per creare un nuovo modello di società con basi democratiche.
L’11 settembre del 1944 venne istituita una Giunta Provvisoria di Governo, il cui compito era quello di amministrare l’intera zona liberata. A tale giunta collaborarono anche molti personaggi illustri e alcuni, come Umberto Terracini e Ezio Vigorelli, saranno successivamente membri dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana.
La Repubblica partigiana dell’Ossola contò tra le sue fila anche una donna, Gisella Floreanini, la prima ad essere nominata ministro in Italia.
Questo primato assieme all’estensione della zona liberata e all’identità democratica che si era cercato di dare a quel breve esperimento segnarono un cambio di passo e un esempio per il futuro ordinamento dello Stato dopo la fine del conflitto. Doveva esserci un cambiamento, le realtà locali dovevano, dopo anni di soprusi e imposizioni conquistare una credibilità ed essere legittimate dai cittadini.
L’esperienza della Repubblica partigiana dell’Ossola fu questo: un esempio di ciò che poteva essere, di ciò che sarebbe stato.

Fonti:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Repubblica_partigiana_dell%27Ossola
http://www.anpi.it/storia/145/la-repubblica-della-val-dossola
http://www.comune.domodossola.vb.it/Hpm00.asp?IdCanale=39

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