Laska, secondo album prodotto in studio di Mecna, concepito in un cottage norvegese, entra in empatia con il cuore degli ascoltatori ed introduce l’artista nel mainstream. Esce il 27 gennaio 2015 per Macro Beat e viene distribuito da Universal Music.

Da subito si presenta come un album pieno di pregi tra cui il linguaggio fortemente contemporaneo. Riesce ad essere elegante, conciso ed ironico, eppure un secondo dopo algido, malinconico e tagliente. È un capolavoro hip-hop unito a delicate sonorità elettroniche e descriverlo solo come un prodotto appare riduttivo, dal momento in cui nasce grazie a un viaggio verso terre lontane intrapreso con coraggio dall’artista di S.Giovanni Rotondo. Ma come nasce Laska?

È un’estate calda. Corrado Grilli, nome d’arte Mecna, ha già iniziato a scrivere il disco nuovo ma non riesce a trovare la giusta ispirazione per portarlo a termine. Per mettere tutto più a fuoco decide di chiamare Alessandro Cianci, suo amico musicista e compositore, al quale chiede di accompagnarlo in una terra ghiacciata con pochi colori sperduta nei pressi di Oslo. L’amore incondizionato di Mecna verso il clima gelido non deve certo stupire. È infatti una delle peculiarità più stravaganti dell’artista. Anche lui si definisce “inversamente meteoropatico”, affermando di agitarsi con il sole ed entusiasmarsi con la pioggia. Questo elemento traspare in vari testi del disco come ad esempio “esco sempre di qui sperando tuoni” oppure “prendo il cappotto che spero in un temporale”.

Tornando al viaggio, Mecna ed Alessandro prenotano attraverso il sito AirBnB e si fermano in una cittadina norvegese di Fetsund, dall’atmosfera fredda e rarefatta. In taxi (si pensi alla canzone “Taxi” presente nell’LP) raggiungono la casa, un prefabbricato con porte sottili un centimetro nel bel mezzo di una foresta dove il panorama è pazzesco e il sole tiene compagnia fino alle dieci di sera.

Da tutto ciò nascono 13 tracce: “Intro”, “Micidiale”, “Dove sei tu”, “Faresti con me”, “31/08”, “Male di me”, “Pace”, “Non dovrei essere qui”, “Roar”, “Taxi”, “Non ci sei più”, “9:30” e “Favole”. I temi presentati sono fortemente personali: le storie d’amore finite, nuove esperienze, viaggi mentali, la solitudine, il tempo, la voglia di evasione, l’opportunismo, lo spaesamento nell’attuale panorama del rap e l’amore per il suo lavoro. Ma cosa significa Laska? Come è stato concepito l’artwork?

Laska vuol dire amore in ceco, ma il termine richiama anche il freddo, qualcosa di glaciale e metafisico allo stesso tempo. Mecna contatta Pietro Cocco, un fotografo italiano trapiantato a New York. La rosa rossa ghiacciata presente sulla copertina è immersa in un blocco di ghiaccio che la protegge dalle intemperie della quotidianità del mondo esterno, raffigurato dagli oggetti che le ruotano intorno. Si tratta di uno still-life di quel momento specifico, perché prima o poi il ghiaccio si scioglie e la rosa cambia posizione, un po’ come la vita di ognuno di noi. Il risultato finale è un artwork in grado di ritradurre le sensazioni che emergono quando si ascolta il disco e si presta a diverse chiavi di lettura da parte dell’ascoltatore.

copertina di “Laska”

Corrado dimostra di essere un rapper assolutamente fuori dalle righe, distinguendosi dall’esempio di artisti come Marracash e Gué Pequeno. Non c’è la dimensione dell’autodistruzione, l’influenza delle droghe, la costante preoccupazione di essere sempre al top.

È un artista che non ha bisogno di sbattere la faccia sull’artwork e che, nonostante il successo, è rimasto sempre un sognatore, comunicando in maniera semplice significati complessi.


FONTI

http://www.raptxt.it/album/mecna/laska_9596.html

CREDITS: Img 1, Img 2.