La Russia è uno degli stati più potenti e temuti al mondo. La sua estensione territoriale non ne ha mai permesso la conquista, il suo esercito è tra i più moderni e vasti, la sua economia è in ripresa. Questo rende la Russia un ottimo alleato militare e partner commerciale, a patto di rispettare le linee guida dettate dal leader Vladimir Putin.

Tuttavia proprio questa politica autoritaria e prepotente che la Russia porta avanti da anni ha reso inviso lo stato sovietico a molti, in particolare nel mondo progredito occidentale. Non bisogna quindi stupirsi troppo se non c’è stata grande solidarietà per gli attacchi terroristici islamici in Russia!

Inoltre risulta sicuramente insopportabile ai nostri occhi democratici la gestione del potere interno russo: è chiaro che l’alternanza alla poltrona di presidente non produce i frutti sperati. Considerando che Medvedev è solo un pupazzo nelle mani di Putin, è dal 2000 che non c’è ricambio nella posizione più importante delle stato russo. Questo sicuramente crea gravi problemi di trasparenza politica e di libertà di opinione, questioni sicuramente non nuove al lettore che si interessa di politica estera. A questi si devono aggiungere i classici mali del mondo moderno, comuni tanto ai liberali Stati Uniti d’America quanto alla Russia Comunista: corruzione e diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza interna.

Tutti questi elementi concorrono a formare l’attuale politica estera russa: arrogante, violenta e sfacciata. L’esempio più lampante è appunto la guerra in Siria. Fin da subito la Russia ha seguito la propria linea politica e militare, dimostrando scarsa collaborazione con le forze militari degli altri membri delle Nazioni Unite. Non si vuole santificare o escludere da ogni responsabilità negativa gli altri partecipanti al conflitto, ma senza dubbio la Russia si è mostrata più interessata al potere del dittatore alleato Assad rispetto al benessere del popolo siriano. La lunga lista di presunte infrazioni dei diritti umani perpetrate da Putin e alleati ha scosso forse non abbastanza l’opinione pubblica occidentale, ancora all’oscuro della partita di scacchi che viene giocata in Medio Oriente.

Politica estera russa

Ma la lotta al terrorismo non viene portata avanti solo nei in paesi lontani, combattendo Al-Qa Ida o Daesh, almeno per quanto riguarda il presidente Putin. Infatti il grande problema terroristico russo sono i Ceceni: in circa mezzo secolo sono stati organizzati quasi mille attentati, con un numero di morti che si attesta sulle migliaia. Come il terrorismo arabo nasce da oppressione e pressioni politiche tanto locali quanto esterne, così anche l’odio ceceno è alimentato da elementi indiscutibili. Questo popolo di religione sunnita cerca l’indipendenza dal 1994, anno in cui scoppia la prima guerra di secessione: se la violenza non è mai giustificata, dovremmo abituarci a pensare che questa sia la reazione naturale di un popolo occupato ed oppresso. Per quanto tempo ancora lasceremo che i nuovi stati imperialisti, primo fra tutti la Russia, continuino ad alimentare il fuoco del terrore e della violenza? Quanto salda è anche ora la nostra convinzione che coloro che si ergono quali crociati anti-terroristi non siano allo stesso tempo la causa del male che vogliono eradicare?

 

 

FONTI:

  1. http://www.tpi.it/mondo/russia/russia-terrorismo-vittime-ceceni-europa
  2. http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/04/news/attentato_a_san_pietroburgo_il_responsabile_e_un_kamikaze_kirghiso-162145041/
  3. http://www.secoloditalia.it/2017/04/parigi-solidarizza-a-fatica-con-le-vittime-di-san-pietroburgo-la-germania-no/
  4. http://www.ilgazzettino.it/esteri/siria_bombardamento_gas-2362282.html
  5. World left wondering if Medvedev is in charge of Russia
  6. “Russie – Poutine-Medvedev: qui est le vrai patron?”
  7. http://www.infomercatiesteri.it/quadro_macroeconomico.php?id_paesi=88

IMMAGINI:

  1. http://www.opinione-pubblica.com/wp-content/uploads/2015/09/assad-e-putin.jpg
  2. http://www.lantidiplomatico.it/resizer/picscache/700x350c50/7513de2688362ce4b8563440bb3287ca.jpg