Claudio Volpe è un giovanissimo scrittore italiano che debutta nel panorama letterario nel 2012, quando l’immensa Dacia Maraini presenta al Premio Strega il suo romanzo d’esordio Il Vuoto Intorno. L’anno successivo il suo nome viene accostato nuovamente al famoso premio letterario grazie al suo secondo romanzo intitolato Stringimi Prima che arrivi la Notte. Nello stesso anno pubblica Raccontami l’Amore, un dialogo scritto a quattro mani con la parlamentare Anna Paola Concia. Il testo affronta tematiche come quella dell’omosessualità e della violenza di genere. Ciò dimostra quanto, nonostante la giovane età, lo scrittore sia attento alle urgenze politiche e sociali del paese in cui viviamo.

Non si dedica, però, solo alla prosa; nel 2015 pubblica, infatti, la silloge poetica La Complessità delle Cose. Pubblica, inoltre, nello stesso anno la raccolta di racconti Ricordami di essere felice, da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale Io non posso essere. Partecipa anche alla scrittura di Sotto un altro cielo. Il testo, di cui Volpe è anche curatore, è interamente dedicato alla tematica dell’immigrazione ed è composto dalle narrazioni di dieci importanti scrittori italiani. Quest’anno, invece, Claudio Volpe ha pubblicato il suo terzo romanzo La traiettoria dell’Amore, per cui è candidato nuovamente allo Strega.

Claudio Volpe

La Traiettoria dell’Amore (Laurana Editore) è un romanzo estremamente maturo, se si pensa che ad averlo scritto è un giovane ragazzo di 26 anni. La maturità a cui ci stiamo riferendo trasuda sia dallo stile narrativo, caratterizzato da un lessico piuttosto ricercato ma comunque accessibile, sia dalla varietà delle tematiche affrontate. Una storia strettamente personale funge da pretesto per riflettere sul mondo che corre inesorabilmente intorno ai personaggi.

Andrea e Sara sono due giovani ragazze che vivono una meravigliosa storia d’amore che permette loro di affrontare a muso duro le enormi difficoltà della società contemporanea. Sono estremamente diverse tra loro, ma riescono a trovare nella diversità dell’altra tutto ciò che serve a tappare i rispettivi buchi del cuore, colmare le mancanze e lenire le ferite incrostate dal tempo.

La loro quiete quotidiana viene interrotta durante una notte d’estate romana, quando qualcuno bussa con forza alla porta del loro appartamento. È Giuseppe, il fratello che Andrea non vede da anni, il fratello che l’ha abbandonata in un momento di particolare difficoltà, lasciandola in balìa di un mondo cieco e delle sue stesse debolezze. Giuseppe non è riuscito ad accettare l’omosessualità della sorella, perché vittima di retaggi culturali usurati e di un’educazione rigidamente maschilista e machista. Il suo ritorno è il motore della narrazione, l’interruttore che sconvolge i piani e cambia i rapporti tra i personaggi. Giuseppe è tornato perché in difficoltà; ha investito una ragazza mentre correva in macchina, non si è fermato e ora la polizia lo sta cercando. Andrea decide che non c’è altra cosa da fare se non quella di aiutare il fratello, nonostante il reato, nonostante il loro rapporto scheggiato.

Andrea è una moderna Antigone; armata fino ai denti di amor fraterno e forza d’animo affronta le leggi dello stato, per far trionfare quelle del cuore. Andrea, Giuseppe e Sara partono alla volta di Casigliano, un paese rurale del Cilento, dove c’è la casa abbandonata dei nonni defunti. Stanno fuggendo dal presente, da una Roma trafficata, da anni veloci, violenti, disumanizzanti e dai loro stessi fantasmi. Approdano in un Eden di semplicità e purezza, dove ritrovano il contatto, il dialogo che negli anni è stato messo a tacere e dove esorcizzano le proprie storie, le lotte personali che nel bene e nel male li hanno marcati in modo indelebile, rendendoli gli esseri umani che sono.

Come Antigone, Andrea è una ribelle perché capisce che amare è un atto rivoluzionario, perché implica la lotta, il perdono, l’accettazione di sé. È un’identità femminile forte che lotta a testa alta, in nome dell’amore, dapprima contro il fascismo del padre e la passività della madre, poi fa a pugni con se stessa e con la sua identità, per poi continuare a combattere contro i pregiudizi di un mondo che non conosce l’amore e infine contro le leggi statali.

La Traiettoria dell’Amore è un mosaico di tematiche differenti, tutte estremamente attuali. Il perno intorno al quale tutto ruota è l’amore in ogni sua forma; l’amore passionale per la fidanzata, quello ostinato per il fratello e quello tormentato per se stessa. L’amore è qui strettamente collegato al tema dell’omosessualità e quindi dell’accettazione di sé. Viene raccontata da Andrea la difficoltà di far pace con la propria sessualità, dopo anni di repressione e dubbi. Si narra di quanto sia umiliante essere considerati e considerarsi diversi e per questo essere emarginati, schiacciati, annullati. Parlando di omosessualità si sfiorano inevitabilmente questioni politiche come quelle dell’omogenitorialità e delle unioni civili. Si nota, quindi, come l’attualità sia parte integrante di questa storia già di per sé potente.

I personaggi sono vittime della loro (e nostra) contemporaneità: prima di salire sulla sua macchina, la notte del fatale incidente, Giuseppe subisce il licenziamento da parte del suo capo che lo ritiene essere un ostacolo al bilancio dell’azienda edile, un costo da eliminare e non un essere umano da tutelare. Altra tematica fondamentale è quella dell’identità femminile vittima di soprusi e violenze. Si parla di prostituzione, di madri molestate, figlie abusate, e padri incarnazione di tutto il male del mondo: machismo, razzismo, omofobia e violenza. Non mancano riflessioni sulla fede, sull’aborto e sul tradimento e ancora sulla malattia, sul cambiamento e sul potere taumaturgico dell’arte.

Claudio Volpe dimostra di essere in grado di raccontare storie inzuppate di sentimenti e umanità, di piantare nelle nostre menti domande che ci obbligano a guardarci dentro e intorno per ottenere delle risposte e per farci riflettere sulla traiettoria delle nostre azioni, del nostro amore verso la vita. Il tutto è impreziosito da un’abilità naturale a tessere insieme parole come fossero fili di un arazzo prezioso, parole pesanti che faticano a scivolare addosso, rimanendo perfettamente incollate l’una all’altra e tutte insieme alla nostra pelle e alla nostra anima.


Fonti:

Biografia dell’autore: http://volpeclaudio.wixsite.com/claudiovolpe/news

Immagine: https://pbs.twimg.com/profile_images/828206939972706309/XEh5JMnI_400x400.jpg