Ci sono un sacco di film (anche bellissimi) dove i protagonisti comunicano con il cellulare, ovviamente se sono ambientati ai giorni nostri. Altri, invece, dove il cellulare proprio non c’era. Ecco, questi sono i film che restano cult nel secoli dei secoli. Un caso? A nostro parere no. Ora vi spiego perchè con l’ausilio di qualche esempio.

Cominciamo da immaginare un Ferris Bueller che non va a scuola e si fa un selfie dall’alto del grattacielo con i suoi amici: tac, beccato al volo da chiunque lo cerchi (vedi: il preside). Invece no, senza cellulari è chiaro che la ricerca è più difficile.. e divertente. Un’ora e mezza di sbellicamenti allo stato puro dove tutti escono indenni. Col cellulare il film sarebbe durato 15 minuti.

Passiamo ora ad analizzare brevemente un altro caso televisivo di non meno importanza: Gossip Girl. Il telefilm si è salvato per un pelo dal fenomeno Facebook, se no non tirava oltre la puntata. Certo, in questo caso potreste dirmi che i cellulari c’erano, eccome. Ma se osservate bene si tratta di BlackBerry e altri di modelli ormai definiti obsoleti con foto sgranate e WhatsApp era solo un sogno lontano. Figuriamoci Twitter, Instagram, Snapchat, Facebook. Insomma, GG non poteva prendere forma e noi ci saremmo persi il Ragazzo Solitario e compagnia bella.

A questo punto mi viene da pensare anhce ad Alaska e Margot. Si, i personaggi di Green, di due libri diversi. Il primo è ambientato tanto tempo fa ma la tecnologia era tendenzialemte già avanzata, non era così impossibile per i personaggi possedere un cellulare. Il libro però sarebbe durato poche pagine, senza grandi possibilità di continuità. Per quanto riguarda Margot, la protagonista di Città di Carta, invece, si tratta di una fuga recente. Ma senza Facebook, che ancora una volta avrebbe fermato il libro (poi film) troppo presto.

Scommetto che ora il lettore si sta chiedendo dove vogliamo arrivare con questo discorso sul ruolo del cellulare nel mondo dei film.

Vi rispondiamo subito: il cellulare svolge un duplice ruolo in questo magico mondo. Da un lato permette, insieme ad Internet, di sviluppare nuove tecniche cinematografiche, di scambiarsi idee e condividerle con il mondo nella speranza di ricevere fondi o essere finanziati da grandi società. Dall’altro lato della medaglia, però, c’è un mondo molto oscuro da cui è difficile uscire. Sto provando a scrivere un libro immaginandolo anche come possibile film/corto/qualcosa. E’ mesi che ho in testa una storia ma mi blocco perchè non ha senso adesso, ambientata ai giorni nostri. Dovrei scrivere: “immaginatevi un mondo senza cellulari e senza internet”, non funzionerebbe.

Parlando di cose recenti mi vien da pensare a quanto sia presente e persistente questo mondo tecnologico ovunque, nelle serie tv, nei film, nella diffusione dei prodotti. Non esistono più le novità, le corse al cinema perchè se no oddio finisce la programmazione. Tutti possono vedere tutto, in tutte le lingue, ovunque, nel tempo e nello spazio. Ma davvero è bella questa cosa? Fa bene veramente al mondo del cinema stesso? No, per niente. Chiediamoci come mai andare al cinema adesso costi più di 20000 lire. Il cinema sta diventando fin troppo globale, fin troppo libero e aperto al mondo.

Per questo motivo una serie tv come Black Mirror funziona, come funzionerà 13 Reasons Why. Perchè siamo malati di teconologia ma allo stesso tempo la temiamo. Perchè il cellulare ha cambiato tutto, siamo costantemente collegati e non abbiamo più paura (o quasi) di niente. E’ un mondo che va di corsa, senza sforzi e senza timori.

Per concludere: mi manca il tempo in cui stavo 15 minuti buoni a guardare il televideo di rai3 in attesa che arrivase la pagina con il mio cinema e mi perdevo ogni volta l’ora e dovevo aspettare che tornasse. E mi manca anche il silenzio e il buio totale nelle sale.

A voi? Cosa pensate di questa teconologia dilagante? Vi vengono in mente altri film che cambierebbero completamente se vi fossero stati i cellulari? Parliamone!


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