Gucci, importante casa di moda fiorentina attiva nei settori di alta moda e articoli di lusso, nei giorni scorsi ha offerto diversi milioni alla città di Atene, in cambio di pochi minuti di sfilata tra le rovine del Partenone, tempio greco che sorge sull’acropoli di Atene, nonché simbolo duraturo dell’antica Grecia e della democrazia ateniese. Risalente al V secolo a.C., rappresenta ancora oggi uno dei più grandi monumenti culturali del mondo. 

Veduta del Partenone

I marmi dell’Acropoli erano già stati sfruttati per diverse pubblicità in passato, ma ora la storia della Grecia non è in vendita. Queste le parole del Kas (commissione archeologica della Grecia)

Il valore e il carattere dell’Acropoli è incompatibile con un evento di questo tipo. 

Non ha tardato ad arrivare neanche il commento del direttore del museo dove sono ospitati i resti del fregio del tempio antico e le Cariatidi, Dimitris Pantermalis

Non abbiamo bisogno di pubblicità. Il simbolismo del monumento sarebbe svilito usandolo solo come “sfondo” per una sfilata di moda

Atene

La Grecia, perciò, non si piega all’invitante richiesta di Gucci, nonostante la situazione economica del Paese, in forte crisi da più di sette anni. Insomma, meglio poveri che umiliati. Ma la moda, non è anch’essa ritenuta forma d’arte? A pensarci è Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, che si è fatto avanti per ospitare la sfilata. La città offre infatti uno straordinario panorama dato dalle suggestive rovine della Valle dei Templi. Inoltre, anche l’area archeologica della Sicilia, come l’Acropoli di Atene, caratterizzata da una serie di importanti templi dorici del periodo ellenico, è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità redatta dall’Unesco. In pieno accordo con Firetto il Ministro dei beni culturali Franceschini

Voglio aprire senza barriere ideologiche o snobistiche tutti i luoghi della bellezza italiana alla moda perché sono due pezzi dell’identità nazionale e questo dà carta bianca in più alla competitività della moda italiana