Nel 1706 imperversava in Europa uno dei più importanti conflitti del XVIII secolo: la guerra di successione spagnola. Mancando un erede diretto, alla morte di Carlo II di Spagna, si scatenò una fortissima lotta per la successione al trono.
Carlo II, seguendo il consiglio del Pontefice, aveva scelto come suo erede il nipote di Luigi XIV, Filippo Duca di Angiò, figlio secondogenito del Delfino di Francia; tuttavia anche Carlo VI d’Asburgo avanzava diritti su quel trono.
Questa lotta per la successione scatenò un’aspra guerra che coinvolse mezza Europa, perché inglesi, olandesi e austriaci temevano che la probabile unificazione della corona spagnola a quella francese avrebbe portato alla nascita di una super potenza difficile da gestire. La guerra si concluse solo tra il 1713 e il 1714 con la Pace di Rastatt e la Pace di Utrecht, in cui si decise che Filippo avrebbe mantenuto la corona spagnola, mentre sarebbero state accordate concessioni territoriali e fiscali alle altre nazioni coinvolte.

La fortificazione della Cittadella di Torino

Sullo sfondo di questa guerra si consumò nel 1706 l’assedio di Torino, ed in particolare la vicenda storica (e un po’ leggendaria) di Pietro Micca.
La città sabauda subì un attacco che si protrasse per 117 giorni, dal 14 maggio al 2 settembre. Nella notte tra il 29 e 30 agosto 1706, alcuni soldati francesi riuscirono a penetrare nelle gallerie sotterranee della cittadella fortificata.
Pietro Micca era un soldato al servizio del Duca di Savoia che, accortosi dell’arrivo dei soldati nemici, decise di far saltare un barile pieno di polvere da sparo per far crollare la galleria in cui si trovava ed impedire l’avanzamento del nemico. Micca sapeva di compiere un gesto molto rischioso, poiché, per provocare il crollo in tempo, era necessario usare una miccia corta. Lo scoppio del barile ed i danni alla galleria impedirono l’avanzamento dei francesi, ma uccisero anche Micca, che aveva fatto allontanare un commilitone prima di dar fuoco alla miccia.
L’importanza di questo gesto venne esaltata da molti e divenne un simbolo molto importante anche per il futuro Regno d’Italia.
Il gesto di Pietro Micca nel corso degli anni divenne quasi leggendario ed ancora a oggi, a più di 300 anni dall’assedio di Torino, fa di lui una figura importantissima.

Fonti:

Treccani
http://www.lamarinapietromicca.it

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