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13 dicembre 2017

Scavalcando il Romanticismo, la Sonata da Haydn al Novecento

Scavalcando il Romanticismo, la Sonata da Haydn al Novecento

“Scavalcando il Romanticismo”
concerto-racconto a cura di Federico Costa

 tenutosi Domenica 19 Marzo presso il teatro del Cielo Sotto Milano
Stazione del Passante Ferroviario di Porta Vittoria

Federico Costa ci guida con semplicità attraverso musica e parole, analizzando le diverse forme di Sonata. Si parte da Haydn, suo rappresentante migliore, fino ad arrivare ai compositori del Novecento.

Quando ho letto il programma per la prima volta, non lo nascondo, ho provato un certo timore visto che le mie conoscenze della musica classica non sono molto approfondite e mi sarebbe dispiaciuto non comprendere appieno l’esibizione. Ho quindi messo in un angolo le mie incertezze, e mi sono recata nel teatro del Cielo Sotto Milano.

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Federico Costa

Il concerto si apre con la Sonata numero 31 in Re Maggiore di Haydn, capostipite del genere ed esempio di romanticismo. Questa Sonata, come ci racconta Costa, presenta la tipica forma base: bitematica e tripartita. Successivamente si passa ad una sonata del 1924 di Stravinsky, appartenente all’epoca neoclassica, ma, dal punto di vista esteriore il linguaggio della sua musica può anche esser considerato neo-barocco. Ironicamente Costa ci racconta che all’epoca Prokofiev commentò l’opera di Stravinsky dicendo “Bach con il morbillo non mi è mai piaciuto”, ed in effetti, notiamo che questa sonata ha uno stile veramente vicino a quello del compositore tedesco, ma non è certamente comparabile. I racconti si alternano quindi alle esecuzioni dei brani, non sono mai noiosi, anzi ricchi di piccoli e piacevoli spunti che ci permettono di comprendere meglio chi ha composto i brani ed il contesto storico.

Mozart , nella seconda metà del ‘700 realizzò la Sonata K311 in Re Maggiore, e la sua esecuzione da parte di Costa soddisfa appieno il pubblico. Torniamo poi al Novecento, con una sonata decisamente ironica scritta dal milanese Castiglioni, egli, infatti, sembra voglia prenderci in giro con la ripetizione delle note fino all’eusarimento. Dopo questo momento d’ironia, si passa alla dolcezza della Suite Francaise di Poulenc, basata sulla rielaborazione di alcune danze rinascimentali. Infine, per chiudere il cerchio, Federico Costa esegue il brano Hommage a Haydn di Claude Debussy. La composizione si basa sulle note H – A – Y – D – N (Sì – La – Re – Re – Sol) che rimandano chiaramente al nome dell’artista.

Il pubblico si apre nell’ultimo grande applauso, tanto che l’artista decide di eseguire un brano di Mozart, con dedica sentita alla Dual Band. Quest’ultima esecuzione è probabilmente quella arrivata maggiormente al cuore del pubblico. Siamo ormai al di fuori del concerto, si tratta quasi di un momento intimo, familiare. L’artista lascia, se non a tutti ma di sicuro a molti, una grande emozione.

Le luci si accendono e ci alziamo, portando a casa non solo i bei momenti legati all’esecuzione dei brani, ma anche tante piccole nozioni e curiosità che, ad un normale concerto, non avremmo avuto modo di apprendere. I miei timori sono spariti man mano, grazie alle chiare e concise spiegazioni. Non sono state affatto difficili da cogliere e mi hanno permesso di approfondire le mie conoscenze.

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Federico Costa

Non perdete quindi occasione di seguire Federico Costa, artista di talento e di genuina sincerità, che ha saputo guidarci con maestria attraverso il Romanticismo ed oltre.


Foto: Giulia Garnieri

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