Caterina nasce a Roma nel 1718, figlia di un semplice falegname della borgata, e già da adolescente sa esattamente quello che vuole dalla vita: amare le donne.  A 14 anni si invaghisce della bella Margherita, una compagna di cucito; nulla può fermarla e di notte, indossando abiti maschili per non destare sospetto, corre sotto alla sua finestra per dichiararle il suo amore. L’acerbo e tenero legame dura due anni, fino a quando la famiglia di Margherita scopre la tresca e minaccia Caterina di denunciarla alle autorità.

Confusa e terrorizzata, la giovane lascia Roma e si rifugia a Viterbo in attesa che le acque si chetino. Ritorna nella casa paterna solo qualche mese dopo, dove viene modernamente accolta con tranquillità: i genitori sanno che a Caterina piacciono le ragazze e la proteggono come meglio possono dai pettegolezzi del quartiere. La giovane è costretta a indossare abiti maschili: è l’unico modo per avvicinarsi al gentil sesso e farsi conoscere. Decide inoltre di cambiare nome per non destare alcun sospetto: non più Caterina Vizzani, ma Giovanni Bordoni.  Nulla lascia

Stampa rappresentante Caterina Vizzani in abiti maschili

intendere la sua vera identità, la giovane donna parla e si atteggia come un uomo e per rendere ancor più realistico il travestimento decide di posizionare tra le gambe un pene finto, fatto di stracci.

Alla ricerca disperata di un lavoro, Giovanni si imbatte in Giuseppe Lancisi, canonico di Santa Maria in Trastevere; racconta di essere fuggito di casa a causa di un non precisato peccato commesso e ottiene un lavoro come servitore del prelato. Rimane al servizio della canonica per qualche mese e successivamente decide di trasferirsi in Toscana, dove viene assunto presso la casa di Francesco Maria Pucci, governatore della città di Anghiari. Giovanni è un gran lavoratore, ma anche un gran donnaiolo. Nessuna fanciulla resiste al suo fascino, dimostra il suo coraggio partecipando a risse e si comporta da gradasso. Furbescamente racconta che le macchie di sangue sui suoi vestiti sono il frutto di malattie contratte durante i suoi numeri rapporti amorosi con diverse donne.

Giovanni però supera il limite quando si innamora di Maria, la nipote di un sacerdote. Maria vive con la sorella Priscilla sotto lo stretto controllo dello zio e quando il bel Giovanni inizia a corteggiarla, cade tra le sue braccia. I due progettano una fuga con l’intenzione di andare a Roma e iniziare una nuova vita insieme; a loro si unisce la sorella e il 16 giugno 1743 scappano. La loro fuga dura davvero poco: quando lo zio si rende conto dell’accaduto, invia dei servitori che li intercettano sulla strada per Siena e sparano al giovane. Ferito a una gamba, Giovanni viene ricoverato nell’Ospedale della Scala di Siena e ormai in fin di vita decide di confessare il suo segreto a Suor Maria Colomba.  Rivela anche il suo ultimo desiderio: essere seppellito da donna, come le vergini, con una corona di fiori sulla chioma. Eseguita l’autopsia sul suo corpo, Pietro Isacchi, amico del medico Giovanni Bianchi che ha conosciuto e tramandato la storia di Caterina, conferma la purezza di quella giovane che ha sempre professato un amore tutto rosa.

Fonte: Focus Storia, numero 126

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