Miseria. Sofferenza. Morte.
Pablo Picasso ci presenta così il blu: un colore forte, deciso e schietto nella sua dimensione sacra e sentimentale.
Il blu non è solo il protagonista delle tele ma è l’espressione degli stati d’animo di Picasso.

È il 1900, Pablo lascia Barcellona per trasferirsi a Parigi insieme all’amico e artista spagnolo Carlos Casagemas. Due artisti appena diciannovenni, la loro amicizia, la passione per l’arte e il mito della Parigi bohemienne. Tutte premesse per un qualcosa di grande, per un salto di qualità, per un momento indimenticabile e così sarà ma allo stesso tempo per una grande tragedia. I due giovani si innamoreranno di questa città, della sua bellezza, del mistero delle notti nei cafè e Carlos si innamorerà di una bella fanciulla, Germaine Gargallo. Sarà un amore non corrisposto che avrà una fine tragica, Carlos si suiciderà sparandosi alla tempia nel 1901.

Poveri in riva al mare, Picasso, 1903

Pablo rimarrà segnato profondamente dalla perdita dell’amico e questo dolore si riverserà nelle sue opere: si caricheranno di tristezza, inquietudine, sentimento e di blu.
«Quando mi resi conto che Casagemas era morto, incominciai a dipingere in blu».
Si apre il cosiddetto periodo blu.

La vita, Picasso, 1903

“Evocazione – Sepoltura di Casagemas”, omaggio alla morte dell’amico, è il capolavoro di avvio a questa ricerca monocromatica.
Dal 1901 al 1904 le tele sono monocrome e il blu diventa il primo contrassegno inconfondibile dei suoi dipinti.
Pablo rivolge la sua attenzione alla componente debole della società, una denuncia dell’atmosfera decadente ormai diffusa.
In “I poveri in riva al mare” i toni sono patetici: persone irrigidite nella loro solitudine come statue, come corpi privi di vita. L’artista affronta il tema del maledetto in una interpretazione moderna, si immedesima nei soggetti che rappresenta e in particolare nei poveri e negli emarginati come sua condizione per la tormentata ricerca di una affermazione personale.

Da colore a espressione di un sentimento, ecco la grandiosità del genio di Pablo Picasso.


FONTI

Studio dell’autrice