Una mostra in retrospettiva che tinge di dense pennellate il profilo di uno dei protagonisti della storicità artistica milanese.

Dal 13 marzo al 12 aprile 2017, l’associazione Le Belle Arti- Progetto Artepassante dedica lo spazio espositivo ArtéGalleria, presso la stazione Porta Vittoria del Passante ferroviario di Milano, alla mostra personale in ricordo del pittore Carlo Soffientini.

 

L’evento, curato dal figlio Guido Soffientini, in collaborazione con Guido Poggiani, vuole far luce sulla semplicità e la genuinità delle opere del padre a dieci anni dalla sua scomparsa, nel marzo 2007.

 

L’idea di esporre le composizioni di Carlo Soffientini nasce dall’esigenza del figlio di dar voce ad una selezione di opere che altrimenti sarebbero rimaste nascoste. “È un atto dovuto di cuore e ragione” ha espresso Guido Soffientini all’inaugurazione della mostra, tenutasi sabato 18 marzo alle ore 18 presso ArtéGalleria.

Carlo Soffientini è un artista di origine lodigiana, nato a Milano il 14 settembre 1922. Tra i fondatori del “Gruppo Indipendenti “Anselmo Bucci”, che riuniva alla fine degli anni Quaranta artisti appassionati e di talento, Soffientini è stato, all’inizio degli anni Settanta, un esponente di spicco del “Gruppo 20”. A quest’ultimo, culla di pittori e scultori di qualità, si aggiunge il legame dell’artista con lo storico evento di via Bagutta, emblema dell’arte di strada.

Il vissuto di Soffientini si incanala oggi tra le bianche pareti di ArtéGalleria, dove sono esposte circa cinquanta creazioni. Un quantità esigua rispetto all’elevato numero di opere realizzate in vita, circa 150. Alcune di queste sono state vendute, altre sono ancora conservate presso lo studio personale o a casa della moglie. Quelle esposte svelano, tra i dipinti ad olio e i bozzetti, un tocco dolce, nostalgico, ma al tempo stesso attuale, che rivela una componente meditativa. Sono aspetti che Guido Poggiani sottolinea nella presentazione della mostra, aggiungendo come le cornici che contornano le rappresentazioni non siano indifferenti, ma servano a riflettere l’epoca in cui le opere sono state create.

 

Il percorso espositivo segue un andamento cronologico, che parte da campiture materiche ed essenziali verso composizioni più particolareggiate, fino a condurre ad un unico esemplare astratto. I dipinti ad olio inscenano principalmente squarci della campagna lombarda, accompagnati da alcuni accenni urbani della Milano di un tempo. Non mancano poi incisioni a puntasecca, paesaggistiche o di nature morte e ritratti a carboncino, di cui anche uno dedicato al figlio Guido.

In un clima pacato e sereno riecheggiano le dolci pennellate di Soffientini. Un invito a conoscere più a fondo una parte del patrimonio artistico e culturale di Milano.


Fonti e Credits: ufficio stampa Associazione le Belle Arti – Progetto Artepassante