04:14 am
13 dicembre 2017

L’estremo comandamento di Emma Dante

L’estremo comandamento di Emma Dante

Entriamo in teatro, il sipario è alzato.

Una piccola mandria di uomini si muove su di un palco completamente spoglio. Segue uno schema segreto fatto di stretching, corse e salti, ignorando il pubblico che prende posto in sala, è sola in questa scatola nera.

Come è possibile che lo spettacolo sia già iniziato, nonostante si sia arrivati in orario?

Bestie di scena

L’intento di Emma Dante è mostrarci cosa significa essere un attore. Questo mestiere, infatti, non si fonda solamente sulle azioni che avvengono sul palco, ma nasce già prima. Per questo Bestie di Scena comincia prima del nostro arrivo. Così, mentre le luci del teatro si affievoliscono, le bestie si rendono conto di non essere sole e, seguendo gli ordini di un demiurgo invisibile, iniziano a spogliarsi pian piano dei loro abiti.

“Volevo raccontare di una comunità come è un gruppo di attori che si trova tra le insidie del palcoscenico e il senso del pericolo che ne deriva li spinge all’unità, alla solidarietà, al prendersi cura l’uno dell’altro.” (Natalia Aspesi, conversazione con Emma Dante , presente nella brochure dello spettacolo)

Dinnanzi a questa richiesta di totale sincerità, gli attori rispondono con pudore. Il sentimento è condiviso anche da parte del pubblico che, inizialmente a fatica, mantiene alto lo sguardo. Il demiurgo però non è soddisfatto e continua a comandare gli attori secondo la sua logica, fino a che le loro azioni non diventeranno incontrollabili. Danze, acrobazie, duelli prenderanno il sopravvento, come istinti animaleschi che gli attori vedranno accadere sui loro compagni e su se stessi. Qualcuno tenta di opporre resistenza o preoccupato soccorre gli altri, ma non c’è modo di liberarsi da ciò che si ha dentro, non hanno via di fuga.

Bestie di scena

Non ce ne rendiamo conto, ma ad un tratto i muri crollano. Gli attori agiscono in prima persona e sono veri. Non c’è più pudore né vergogna in questi uomini, che ormai non ci accorgiamo più essere nudi. Tra finzione e realtà non c’è più differenza.
Inaspettatamente, da dietro le quinte arriva un’ultima richiesta: vestitevi. Le bestie non accettano. Non hanno più bisogno di quelle effimere corazze di stoffa, scelgono di seguire i loro istinti. Si schierano, senza più vergogne, davanti alla platea.
Con il mento alzato e gli occhi sereni lasciano il palco, ormai ricoperto da numerosi abiti.

Le luci si accendono, s’innalza l’applauso del pubblico ma il sipario non scende. Lo spettacolo non deve finire, e non finirà.


Bestie di scena,  ideato e diretto da Emma Dante, sarà in programma al Piccolo Teatro Strehler, dal 28 febbraio al 19 marzo.

Fonti:

 

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