Quando ci troviamo di fronte ad un dipinto di Chagall la prima sensazione che proviamo è quella della tensione, della vibrazione dell’essere umano verso qualcosa che lo trascende; gli elementi che dipinge nelle sue opere, anche se appartengono alla realtà comune, sono investiti di un valore simbolico, degli archetipi che affondano le radici nella nostra coscienza. Questa visione appare in tutta la sua evidenza soprattutto riguardo al tema dell’amore, elemento centrale nell’opera di Chagall, anche quando raffigura scene di orrore, come afferma lui stesso nella sua biografia Ma vie:

“Nella vita, proprio come nella tavolozza del pittore, non c’è che un solo colore capace di dare significato alla vita e all’arte: il colore dell’amore.”

Questo senso di amore universale è sicuramente dovuto all’ambiente della cultura ebraica in cui Chagall è stato cresciuto , in particolare alla visione chassidica , per la quale la presenza dell’amore divino santifica tutti gli atti dell’esistenza, anche i più carnali. Sono tre le opere da prendere in considerazione per analizzare il tema dell’amore nell’opera di Chagall, quella che possiamo veramente definire la sua filosofia, proprio per la sua presenza costante in tutto il percorso artistico di questo autore.

Gli amanti in blu, Marc Chagall, 1914

Marc incontra la sua Bella nel 1909 e sarà proprio questo incontro a segnare la sua vita; Bella diventa la sua ispiratrice, la consigliera, la sua donna ideale e perfetta compagna. Nasce in questo periodo del loro primo amore anche il primo dei numerosissimi quadri a lei dedicati: La mia fidanzata in guanti neri. La prima opera in analisi, compiuta appena dopo il matrimonio con Bella Rosenfeld è Gli amanti in blu del 1914. Ci presenta una coppia di amanti, al centro della composizione, quasi fusi nell’azzurro del cielo notturno, quell’azzurro che per Chagall è il colore dell’anima. Il gesto della carezza di lei e le labbra dell’uomo li caratterizza come due individui  avvolti dalla passione, la forte potenza narrativa  del colore blu, i volti rappresentati quasi come maschere li rende al tempo stesso archetipi dell’amore universale;  quel cielo che li avvolge, reso magistralmente dalle pennellate di tempera stese trasversalmente sembra  proprio voler attraversare gli amanti e dar loro  il senso di qualcosa di eterno.

Il compleanno, Marc Chagall, 1915

Ci sono altri due dipinti in cui possiamo evidenziare questa tematica e che mostrano anche l’evolversi nell’animo dell’autore della sua filosofia dell’amore, la prima delle quali è Il compleanno del 1915. Già in quest’opera si manifesta il tema del volo per esprimere la gioia dell’amore, con i due amanti che si innalzano al di sopra della stanza teatro del loro amore. E’ il giorno del suo ventottesimo compleanno, Chagall, preso da una gioia incontenibile si solleva, librandosi nell’aria per  baciare Bella, che tiene in mano un mazzo di fiori, simbolo di felicità,  compiendo un’acrobazia assolutamente impossibile nella realtà, come a significare quanto l’ispirazione amorosa elevi l’uomo al di sopra  del quotidiano. Qui il quotidiano è rappresentato dalla camera, descritta in tutti i suoi particolari, la veduta dalla finestra, le tendine, l’arazzo dai motivi orientali, la tavola con la torta e con una melagrana aperta, simbolo della pienezza del loro sentimento. Questa meticolosità, accentuata dalla geometricità della divisione degli spazi, ovvio richiamo agli aspetti più terreni del loro amore, va così a creare un evidente contrasto con la leggerezza del volo, dei due amanti, contrasto ulteriormente accentuato dall’uso di due diverse tecniche pittoriche: la pennellata di colore uniforme, data in orizzontale alle superfici quali il tavolo e il pavimento, è infatti profondamente diversa dalle leggere pennellate in verticale dei due amanti , creando un forte stacco tra gli elementi immobili del dipinto e le due figure che sembrano veramente fluttuare.

La passeggiata, Marc Chagall, 1917-1918

Se però in quest’opera appare ancora evidente la visione più terrena e passionale dell’amore , con un forte predominanza del colore rosso e la circoscrizione dell’ambienta alla sola stanza,  il dipinto sicuramente più significativo dell’artista riguardo alla tematica dell’amore e non per nulla una delle sue opere più celebri è senza dubbio La passeggiata, dipinto nel 1917.  Troviamo qui una serie di motivi che sono destinati a diventare archetipi della pittura chagalliana: oltre al paesaggio di Vitebsk, ciò che ci interessa qui è la figura della coppia e lo slancio del volo. Il primo elemento che possiamo notare è la forte contrapposizione tra l’elemento terrestre, non più stanza ma mondo, rappresentato dal villaggio e dai campi di un verde profondo e la delicata trasparenza dei colori del cielo, simbolo d’infinità dentro il quale si colloca con grande armonia la figura di Bella che si invola nel suo abito color malva. La combinazione di questi colori nel linguaggio simbolico richiama il sentimento contemporaneamente romantico e mistico dell’amore, mentre la fusione tra i due amanti riesce a dare contemporaneamente una visione terrestre e immanente, carnale e spirituale: la mano femminile che viene dall’altro è sia quella  di una donna normale che quella di un angelo.                                                               

Un particolare molto significativo , a riprova di questa teoria consiste nel fatto che la cattedrale sullo sfondo riprende , seppure in una variante più tenue il lilla dell’abito di Bella, come qualcosa che è quindi anche strettamente legato all’amore con Dio. Se infatti in primo piano troviamo una bottiglia rovesciata, che indica l’ebbrezza della passione, alzando lo sguardo vediamo il braccio dell’uomo, Chagall stesso, spinto verso l’alto per congiungere la mano a quella della sua amata,  per esprimerci  l’idea dell’amore che innalza e trascende , dandoci nel complesso una grande celebrazione del mistero  dell’amore. Il senso più forte di questo capolavoro è infatti che l’amore che lega profondamente due persone, va oltre i limiti imposti dalla natura, tende verso qualcosa di trascendente.

Chagall e Bella resteranno uniti nella vita come nell’amore per l’arte  per trent’anni, fino alla morte di lei,  avvenuta nel 1944, durante il periodo di esilio negli Stati Uniti per sfuggire al nazismo. 

“Poi a un tratto – scrive Marc – un rombo di tuono, le nuvole si aprirono alle sei di sera del 2 settembre 1944, quando Bella lasciò questo mondo. Tutto è divenuto tenebre”

Sulla città, Marc Chagall, 1918

Per tutta la sua vita Chagall riproporrà opere incentrate sul tema dell’amore, che per lui significa superare le barriere terrene per raggiungere la spiritualità più profonda come vediamo anche nell’opera Sulla città  e  anche in quelle opere in cui non  sarà il  tema centrale, la rappresentazione della coppia apparirà col suo forte valore simbolico  in moltissimi dipinti.


FONTI

Catalogo della mostra a Palazzo Reale su Marc Chagall