Chi? Robert Wilson. Dove? Villa Panza, Varese. Quando? fino al 15 ottobre 2017.
Robert Wilson Tales” è una mostra di cinquantasei video-portraits che dialoga con le opere della permanente di Villa Panza, mettendo in comunicazione due uomini che, pur non incontrandosi mai, seguono la medesima ricerca: la luce.
Se, da una parte, Giuseppe Panza, attraverso le opere di artisti quali Dan Flavin, Robert Irvin, James Turrell, Wim Wenders, crea un filo rosso con il tema precedentemente citato , dall’altra parte, Robert Wilson è definito il non-intellettuale della luce narrante

Robert Downey, Jr.

Robert Downey, Jr. Qui Wilson riprende il celebre quadro de  La lezione di anatomia del dottor Tulp di Rembrandt del 1632. Il soggetto nudo, interpretato da Robert Downey, è, in questo caso, vivo. Respira, apre e chiude gli occhi con un ritmo molto lento partecipando attivamente all’osservazione. Le parole che accompagnano la dissezione sono tratte da The Ocean Doesn’t Want Me Today del cantautore e attore statunitense Tom Waits.

Ora sarà tutto più chiaro. Non-intellettuale, perché? Essa è una definizione che lui stesso ama attribuirsi, forse proprio perché è un artista a 360°, nasce nel teatro, prima come attore poi come regista, drammaturgo e scenografo, cresce come designer, scultore, pittore, disegnatore, architetto, ecc.
Della luce narrante, cioè? I suoi video-portraits sono dei veri e propri tableaux vivant, dove la protagonista è la luminosità che va a sostituirsi alla voce degli attori, utilizzando tutte le sue potenzialità, passando dall’oscurità alla lucentezza attraverso la dissolvenza.
La opere riprendono quadri noti interpretati da personaggi famosi , o, comunque, soggetti che, accompagnati da colonne sonore, raccontano sentimenti fugaci quasi impercettibili, che riescono ad essere colti attraverso un’attenta osservazione che permette un’empatia con i soggetti.
La vita privata di Wilson ha particolarmente influenzato i suoi lavori. Perciò si può dire che, l’adozione di un ragazzino nordafricano sordomuto, sottratto così dal riformatorio, gli ha permesso di percepire sensazioni che lui stesso, munito di tutti i sensi, non poteva percepire.

Lady Gaga: The Death of Marat

Lady Gaga: The Death of Marat.  Si tratta di una citazione del quadro omonimo neoclassico di Jacques-Louis David del 1793. La presenza-riduzione-assenza della luce permette il dissolvimento dell’immagine o l’emergere dall’oscurità. Marat, interpretato dalla cantante newyorkese Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady Gaga, rimane immobile proprio come nell’originale. La voce che accompagna il video-portrait recita alcuni versi tratti dai testi del Marchese de Sade.

Gao Xingjiang

Gao Xingjiang. Questa volta, Wilson, non si ispira ad un celebre quadro, ma sceglie come soggetto il primo scrittore cinese ad aver vinto il premio Nobel per la letteratura, il cui nome è anche il titolo dell’opera. Viene immortalato dalla camera in una posa meditativa e, molto lentamente, comparirà, sul suo volto, la frase “la solitudine è una condizione necessaria della libertà”. Non a caso, il video è stato collocato nello studio di Giuseppe Panza, dove questi trascorreva molte ore studiando, leggendo e contemplando le opere d’arte.

Come si è già detto, il miglior modo per apprezzare e “comprendere” Wilson è l’osservazione. E’ un artista, e in quanto tale, non può essere spiegato unilateralmente perché racconta concetti, quali il tempo, la cui percezione è unica e diversa per ogni essere umano. Perciò ora, mantenendo il suo dinamismo, tocca a qualcun altro vivere il flusso delle ore wilsoniane.


FONTI

Robert Wilson

Brochure della mostra