Mi giro e mi rigiro nel letto. Sono stanca morta, eppure per qualche motivo non riesco a spegnere l’interruttore del mio cervello e a lasciarmi scivolare nell’oblio.
 
Non riesco a dormire
Non posso star ferma
Continuo a saltare.
 
Più ti ascolto
E più ti sento,
Caro cuore.
 
Sei pazzo come me?
 
Perché batti?
Cosa ti spinge
A non gettare la spugna?
 
Continui a battere
Continui a saltare
Non dormi mai.
 
Nel frattempo
L’elettricità
Mi pervade.
 
Non so cosa sia.
Forse un pizzico
di follia?
 
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Un attimo di quiete. Poi boom! Eccomi qui più sveglia di prima. Pensieri tristi e inquietanti si insinuano dentro di me. “Perché non dormo, sarò forse malata?”. Forse la risposta è più semplice.
 
Un piccolo salmone crudo
Mi nuota nel petto
Lotta contro la corrente
Instancabilmente.
 
Un movimento eterno
Che diventa circolare.
Scambio di ossigeno
Anidride carbonica.
 
Vorrei afferrarlo
Con le bacchette.
Il riso si stacca,
Salsa di soia.
 
Sapore dolceamaro
Di carne viva
E animale morto.
 
Assaporo il gusto
Il sangue cola
Dalle mie labbra.
 
Un vampiro
Che si nutre
Solo di se stesso.
 
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No non c’è proprio speranza. Ormai il peso sullo stomaco se n’ andato, ma al suo posto è comparso qualcos’altro. Un secondo stomaco addirittura?
 
La mia gola batte
Tic tac tic tac
Non è un orologio
Che ho ingoiato
 
L’ansia e le preoccupazioni
Mi sono indigeste
Ho un secondo stomaco
Apposta per loro
 
La notte mi sveglio
E batto forte
Ho ingoiato
Anche la sveglia
 credits