Dal 14 dicembre 2016 al 12 marzo 2017, al Museo del Novecento, è possibile ammirare alcune opere di Elena Mezzadra, una delle voci migliori di quella “generazione di mezzo” di artisti nati negli anni Trenta. Mezzadra, ormai novantenne, nasce a Pavia, ma la sua vita artistica è legata da sempre alla città di Milano. Prima di iniziare la sua carriera alla fine degli anni Sessanta stringere un lungo sodalizio con la Galleria delle Ore di Giovanni Fumagalli, che rappresenta per lei un punto di riferimento per le sue ricerche astratto e informali, svolge un tirocinio in campo grafico. Durante i suoi primi passi nel mondo dell’arte predilige il disegno dal vero, è legata al paesaggio e alla figura, si tratta semplicemente di una fase di formazione con obiettivo l’acquisizione del mestiere. Dipinge ancora oggi secondo la sua unica cifra stilistica, è fedele ad essa, ma non è mai uguale a se stessa.

Composizione calda, 1977

Il focus a lei dedicato all’interno del museo milanese occupa una piccola saletta ed è composto da otto gradi tele che rappresentano composizioni molto complesse ed elaborate che nascono, come riferisce Mezzadra, da un semplice “gesto iniziale” tracciato sulla tela che dà la struttura e definisce il ritmo dell’opera. Il quadro conserva e comunica così una particolare forza espressiva, nonostante l’omogeneità delle tinte e l’accuratezza della pennellata. Con queste opere degli anni Settanta, l’artista affronta l’intera estensione della superficie pittorica cercando di scandirla organicamente e in modo unitario. Usando le parole di Giuseppe Curonici:

“Alla base del suo procedimento creativo c’è la formazione di un ritmo nello spazio.

Con rabbia, 1976.

Il “racconto” astratto delle opere è dato dal movimento dell’occhio, che viene guidato sulle superfici delle tele secondo direttrici precise. Si tratta di un meccanismo futurista in senso lato, se si vuole, quanto a restituzione di un movimento per via di forme, con un temperamento deciso e poco incline a facili concessioni.


CREDITS

Copertina (Foto dell’autrice)

Immagine 1 (Foto dell’autrice)

Immagine 2 (Foto dell’autrice)