Nel cuore di Cologno Monzese sorge Palazzo Besozzi, meglio conosciuto dai cittadini come Villa Casati. Anonima all’esterno nella sua tinta gialla, nasconde oltre la cancellata barocca in ferro battuto, sorvegliata da due aquile di pietra, una decorazione a fresco.

La villa attribuita ai Casati è in realtà di loro proprietà solo dal 1798 quando Gaspare Casati la acquista da Antonio Besozzi. La struttura dell’abitazione, gli affreschi che ne decorano le stanze e le statue che la arricchiscono si devono ai primi proprietari.

I nobili Besozzi, un’antica famiglia di notai milanesi, acquistano nel Cinquecento una casa-forte, precedentemente di proprietà del Monastero di Sant’Ambrogio. L’attuale villa viene costruita riformando questo precedente edificio. La datazione non è certa ma sicuramente ristrutturazione e decorazione si concludono nel terzo quarto del XVII secolo. Il termine ante quem è il 1678, la data appare ben leggibile in uno degli affreschi del primo piano.

Lo scalone d’onore

La villa presenta un impianto a U, dal cortile tre arcate sorrette da colonne binate immettono nell’atrio decorato con gli stemmi della famiglia Casati. A sinistra la prima stanza che s’incontra è la “sala del camino” così chiamata per la presenza di un camino con l’effige di Sant’Ambrogio, riconducibile alla fase precedente della casa e probabilmente utilizzata come stanza dell’abate del monastero. Una porta immette nella “sala di Ercole” caratterizzata da affreschi con le dodici fatiche dell’eroe in tondi, fiancheggiati da riquadri che incorniciano un mondo classico in rovina. La successiva “sala delle Muse” o “sala delle feste” è decorata con i busti delle dee delle arti insieme ad Apollo, Minerva e Mercurio. Ben conservati risultano gli affreschi della seguente “sala delle marine”.

L’atrio della Villa

Tornando all’atrio uno scalone d’onore, ornato da tre statue di putti, porta al piano nobile. Qui si trovano la “sala delle battaglie”, la “sala degli emblemi” e la “sala ariostesca”. Quest’ultima ha per tema Pazzia e guarigione di Orlando. La vicenda, tratta dal capolavoro di Ludovico Ariosto, è raccontata attraverso quattro episodi, posti entro finte cornici in stucco:

“Orlando che scopre le scritte d’amore di Angelica e Medoro, Orlando che getta in acqua Rodomonte alla presenza di Fiordiligi, Orlando che insegue Angelica mentre sopraggiunge Medoro e Guarigione di Orlando.”

Oggi la villa è di proprietà del Comune di Cologno Monzese e la grande camera da letto della contessa con gli affreschi di Orlando, unita alle due sale adiacenti, è sede del consiglio comunale.

Affresco della sala dell’Orlando Furioso

Un magnifico patrimonio artistico che vale la pena di scoprire e approfondire, senza dimenticare la valenza storica che la villa ebbe durante gli anni del Risorgimento. Il suo proprietario, Gabrio Casati, podestà di Milano nel 1848, capo del Governo provvisorio di Lombardia e presidente del Senato, aveva per cognato Federico Confalonieri. Il patriota, tra i fautori dei moti del 1820, venne condannato all’ergastolo nella prigione asburgica dello Spielberg. La stessa sorte toccò al suo più celebre amico: Silvio Pellico, ma questa è un’altra storia.


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