di Francesca Gentile

Übung macht den Meister, dicono i tedeschi. Fin da piccoli ci viene insegnata l’importanza della pratica per qualsiasi attività ci troviamo a svolgere. Senza l’esercizio sarebbe impensabile migliorare e raggiungere ottimi risultati. Difficilmente si affermerebbe il contrario, eppure in alcuni casi è possibile peggiorare in qualcosa di cui facciamo esperienza da una vita.

In un mondo sempre più rumoroso, nonostante le nostre orecchie siano sempre accese, stiamo perdendo la capacità di ascoltare i suoni che ci circondano.

Guardandoci attorno, è facile notare come la nostra quotidianità sia intrisa di onde sonore, la maggior parte fastidiose e provocate accidentalmente. Pensiamo alla strada più trafficata e rumorosa che conosciamo: le auto procedono a rilento, i loro motori borbottano, i clacson si intervallano alla musica ad alto volume delle radio, la gomma dei pneumatici stride sul selciato, il calpestio dei passanti che attraversano la strada fa pensare a una mandria, il pescivendolo urla, bambini piangono, cani abbaiano, una coppia litiga animatamente. Quante volte ci siamo trovati in una situazione del genere nel bel mezzo di un dialogo? La soluzione di alzare il volume della nostra voce, facendo finta che il silenzio regni sovrano intorno a noi, è un’abitudine che sta rendendo il nostro rapporto con i suoni perlopiù inconsapevole.

In realtà il suono ci condiziona in ogni momento e dovremmo esserne più che mai consapevoli.

Ne veniamo influenzati innanzitutto sul piano fisiologico, in quanto le vibrazioni sonore che udiamo agiscono continuamente sui nostri ormoni, sulla respirazione, il battito cardiaco e gli impulsi celebrali. L’alto volume di una sveglia, ad esempio, conferisce al nostro organismo una forte scarica di cortisolo, responsabile dell’aggressività.

Non sono solo i suoni sgradevoli ad avere effetto sul nostro corpo, ma anche quelli piacevoli. Il suono rilassante delle onde del mare che assaporiamo ad occhi chiusi sulla spiaggia al tramonto o in un centro benessere abbatte lo stress e ha curiosamente una frequenza simile a quella di una persona che dorme.

Le vibrazioni sonore che giungono alle nostre orecchie sono capaci di condizionarci anche sul piano psicologico, modificando il nostro stato emotivo. La forma più potente di suono che conosciamo a questo riguardo è la musica. Ecco che l’ascolto de La primavera di Vivaldi, allegra e squillante, non sortirà di certo lo stesso effetto della Lacrimosa mozartiana.

Oltre al potentissimo mezzo che è la musica, anche i suoni della natura possiedono la capacità innata di condizionare le nostre emozioni. La maggior parte delle persone, ad esempio, trova particolarmente rassicurante il canto degli uccelli, senza riuscire a capirne il motivo. In realtà non dovremmo esserne sorpresi, dal momento che da centinaia di migliaia di anni abbiamo imparato inconsciamente che quando gli uccelli cinguettano siamo al sicuro. Al contrario, quando smettono di cantare dovremmo preoccuparci.

È anche cognitivamente che i suoni ci influenzano, ostacolandoci o tendendoci la mano in tutti i processi in cui è richiesto sforzo intellettivo. Non dovremmo mai dimenticarci che l’orecchio umano è estremamente selettivo nel processare gli input uditivi. Riusciamo infatti a focalizzare appieno la nostra attenzione solo su un singolo stimolo e tutto ciò che gli fa da cornice è estremamente dannoso per la sua decodifica. Per questa ragione, lavorare in un ufficio molto rumoroso provoca una diminuzione significativa della produttività. Ricerche hanno dimostrato che gli uffici open space privi di isolamento sonoro registrano dei livelli di produttività inferiori del 66% rispetto a un luogo di lavoro adeguatamente protetto acusticamente!

Se anche in un ambiente ricco di distrazioni riuscissimo ad avere nelle orecchie un unico suono che si vada a sostituire alla confusione esterna, potremmo recuperare i 2/3 di produttività altrimenti persa. Oggigiorno questo è possibile grazie a numerose app, come l’italianissima Noisli, un generatore di suoni che ci aiuta a trovare la colonna sonora perfetta specifica per le nostre esigenze, associando anche i benefici della cromoterapia. Addormentarsi cullati dalle onde del mare e dal fruscio della brezza o studiare in un boschetto di montagna con lo scroscio di una cascata in lontananza non è sempre possibile: la tecnologia ci viene in aiuto, permettendoci di ricreare una vasta gamma di suoni, dalla pioggia al crepitio del fuoco, dall’atmosfera notturna al vociare di un caffè.

Da ultimo, il suono ci influenza anche dal punto di vista comportamentale. La mente umana è talmente complessa che sarebbe impossibile non dettasse comportamenti diversi in presenza di percezioni acustiche diametralmente opposte. Un caso esemplare è la condotta alla guida: se le note che pervadono l’abitacolo sono quelle di una canzone rock, sarà automatico schiacciare maggiormente l’acceleratore rispetto a quando si capita su una stazione radiofonica che trasmette musica classica.

Oltre a danneggiare letteralmente la salute, i suoni che percepiamo come fastidiosi e sgradevoli possono avere ripercussioni negative anche sulle vendite, fino a determinarne una diminuzione del 28%. Musica troppo frenetica, per esempio, può velocizzare drasticamente le azioni del consumatore, riducendo il suo tempo di permanenza nel negozio che le aziende mirano invece a dilatare. La scelta di suoni appropriati per il proprio punto vendita è pertanto cruciale e Sound Agency lo sa bene, essendo leader nella progettazione di paesaggi sonori. Si tratta di un’azienda britannica con la missione di offrire consulenza alle imprese (negozi, hotel, ristoranti, uffici..) circa l’uso dei suoni negli spazi del brand al fine di aumentare le vendite, enfatizzare i valori di marca, migliorare la soddisfazione del cliente, incrementare la produttività dei dipendenti e molto altro. Presidente di Sound Agency è Julian Treasure, esperto di fama internazionale e profondo conoscitore dei segreti dei suoni che ha tenuto ben cinque conferenze per TED, la piattaforma non profit più rinomata del mondo, sfiorando 20 milioni di visualizzazioni.

Per concludere, un invito: apriamo le orecchie e prestiamo la dovuta attenzione ai suoni che ci circondano. Diventando ascoltatori consapevoli è possibile prendere coscienza del mondo che ci ronza intorno, realizzando che non produce altro che una confusionaria sinfonia.

 

Fonti: foto1

https://www.ted.com/talks/julian_treasure_the_4_ways_sound_affects_us

http://www.thesoundagency.com

http://www.focus.it/hi-tech/come-funziona-noisli-il-sito-per-ritrovare-la-concentrazione-al-lavoro