Nel Gennaio del 1990 esce nelle edicole inglesi un numero di Vogue che avrebbe cambiato la storia della moda. Firmata da Peter Lindbergh, l’immagine di copertina della rivista ritrae i volti di cinque ragazze che secondo il fotografo rappresentano perfettamente l’ideale femminile dell’epoca: Naomi Campbell, Tatjiana Patitz, Linda Evangelista, Christy Turlington e Cindy Crawford. Una foto al naturale dove non sono i vestiti ad essere messi in risalto e l’unico vero soggetto sono le cinque ragazze, che con quest’immagine danno vita all’era delle Supermodels.

Visto il grande successo riscosso immediatamente da questi giovani volti, il cantante George Michael sceglie le ragazze come protagoniste del video della sua canzone Freedom 90. Sulla scia di questa ondata di freschezza e novità, dopo aver visto il video del cantante, anche lo stilista Gianni Versace ingaggia le modelle e nel settembre 1990 chiede loro di sfilare a Milano cantando tutte assieme la canzone di George Michael. Nel giro di pochi mesi le Supermodels diventano emblema della cultura popolare e lo stilista Versace inizia ad inserirle sistematicamente nei suoi show sempre più barocchi. La fantastica idea di questa banda di ragazze è di andare avanti insieme, come un Dream Team a cui si uniscono anche Claudia Schiffer, Heidi Klum, e la franco-italiana Carla Bruni.

flickr/ Dolce & Gabbana: Vogue Italia February 1991 (CC BY 2.0) by Victor Soto Models: Linda Evangelista, Naomi Campbell, Christy Turlington Photography: Peter Lindbergh

La particolarità di queste modelle è soprattutto quella di riuscire ad attirare la macchina fotografica trasmettendo davvero qualcosa a chi le vede sfilare e riuscendo a donare al vestito che indossano qualcosa di più rispetto alle loro colleghe. Per questo motivo, pochi anni dopo l’ascesa nella carriera della moda, Claudia Schiffer viene ingaggiata da Karl Lagerfield come sua personale musa ispiratrice e volto iconico del marchio Chanel. La grande fama riscossa da queste ragazze porta anche alcuni modelli maschili a tentare di raggiungere una così ampia popolarità ma con scarsi risultati, riconfermando quella della modella come una delle poche professioni in cui le donne sono più pagate degli uomini.

Pochi anni dopo l’ascesa delle Supermodels si affaccia nello scenario della moda una giovanissima ragazza inglese dallo stile grunge, Kate Moss. Nata in un quartiere popolare di Londra, questa nuova stella è completamente diversa dalle ragazze che l’hanno preceduta: silhouette esile, fisico ossuto e carnagione pallida diventano le nuove caratteristiche della bellezza femminile. Inizia a cambiare anche il modo di camminare che diventa più sobrio, più serio e impersonale. Quest’ondata di “ragazze imbronciate” porta qualcosa di nuovo nella bellezza del periodo, incentivata anche dall’arrivo di nuovi stilisti come Alexander McQueen e John Galliano. Altra importantissima modella di questo nuovo periodo è Audrey Marnay che nell’Ottobre del ’95, a soli 15 anni, sfila per lo stilista giapponese Yohji Yamamoto e poco dopo appare sulla copertina di Vouge Italia.

Laetitia Castà
Wikimedia Commons/ Laetitia Castà by Studio Harcourt [CC BY 3.0]

Alla fine del XX secolo inizia ad affermarsi nel mondo della moda la giovanissima Laetitia Castà, che porta con se un altro cambiamento dal punto di vista del fisico femminile. La donna di questo nuovo secolo non è più la Supermodel ossuta e senza sorriso ma è una donna che ha altro da dire, più “rotonda” e che rivendica un senso di femminilità e dolcezza. In questo periodo si inizia anche a cercare di ricreare a computer le modelle, pratica che però non ha avuto molto successo e che non è riuscita ad affermarsi, scacciata dall’ottimismo e dai nuovi canoni che precedono l’arrivo del nuovo secolo. Nell’era della globalizzazione si inizia invece a valorizzare maggiormente gli stilisti a discapito delle singole modelle, che non devono eclissare il prodotto con la loro personalità. Le nuove ragazze devono quindi essere alte, piatte, magre, così che il vestito possa cadere bene lungo il corpo. Siamo negli anni dell’avvento di Photoshop, programma di grafica capace di pulire e ritoccare tutto quello che non va bene all’interno di un’immagine digitale.

Con il XXI secolo e la rivoluzione mediatica, condizionata dall’arrivo dalle reti social, il mondo della moda si trova nuovamente ad un punto di svolta. Grande protagonista di questo periodo è l’inglese Cara Delevingne che grazie all’aiuto dei social network, in particolare di Instagram, ha la possibilità di parlare direttamente coi suoi fan. Un nuovo modo di fare tendenza esprimendo al pubblico la propria personalità e mostrandosi come una ragazza di oggi che accetta se stessa senza preoccupazioni e creando così un vero e proprio legame affettivo con il pubblico. Un modo di concepire il panorama fashion sempre più all’avanguardia, il cui futuro nei prossimi anni dipenderà sicuramente dai nuovi mercati dell’industria del lusso e dalla probabile apertura verso il mercato cinese, come sottolinea la presenza sempre maggiore di modelle asiatiche nelle sfilate di importanti case di moda, come Dior e Chanel.


Fonti: “Pop Models” girato per Sky Arte del regista Olivier Nicklaus.