Chiara Gamberale, non solo è scrittrice ma, anche conduttrice radiofonica e televisiva non che collaboratrice con diverse riviste. “Qualcosa” appena edito da Longanesi nella collana “Gaja Scienza”, non è solo qualcosa da leggere ma, un libro con mille anime, non solo perché come sempre le interpretazioni che si possono fare di un libro sono pressoché infinite, quanto per il fatto che la storia si compone di tanti qualcosa in più.

Lo stesso qualcosa in più oggetto della ricerca ossessiva della protagonista, la Principessa Qualcosa di Troppo, una bambina molto amata e viziata, che fin da subito ha sempre tentato di attirare l’attenzione in tutti i modi, primo fra tutti urlando ed esigendo sempre qualcosa di più. Un’esagerazione che ha da subito manifestato anche per altri aspetti e comportamenti, per esempio quando con il primo vagito frantuma un lampadario di cristalli o quando dorme per ventotto ore di fila, a cui fece seguire altrettante ore di veglia. Quel qualcosa di più, di troppo, un tanto che cercherà sempre, mai contenta e soddisfatta, con il quale cercherà di riempire il vuoto, il Niente, che ha sostituito il suo cuore dopo la morte della madre, la Regina Una di Noi.

“Un buco al posto del cuore” che la Principessa Qualcosa di Troppo cercherà di riempire volendo “tanto di tutto”, nell’intento di colmare la vita di mille cose e avventure per non fermarsi ed evitare così la noia, così rincorre la felicità nel modo sbagliato, prima seguendo Qualcosa di Buffo, poi Qualcosa di Blu, poi Qualcosa di Importante, poi Qualcosa di Speciale, allo stesso modo  salta anche da una storia all’altra, si innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato.

Nel corso di questa ricerca la Principessa farà molte scoperte, passando dal “non sentiva più niente. Niente!” alla consapevolezza di quanto sia importante affrontare quel niente, quel vuoto perché “se non fai pace con lo spazio vuoto dentro di te, niente potrà mai riempirti”. Conclusioni a cui giunge in conseguenza agli insegnamenti del Cavalier Niente, nonostante per buona parte della storia consideri inutili i consigli di questo eremita.

Dietro questa apparente semplicità, tanto della storia quanto delle illustrazioni di Tuono Pettinato, si cela invece la complessità della ricerca di un qualcosa che riempia i nostri vuoti. Tuttavia fino a quando non ci si renderà conto, che prima di riempirlo quel vuoto bisogna affrontarlo, l’inquietudine che alimenta questa ricerca non si placherà, come un bambino viziato ci si stuferà presto del giocattolo nuovo bramando qualcosa di più.

La riscoperta del non fare niente, del nulla per riscoprire se stessi, del niente per affrontare paure e ossessioni.  Non un vuoto da riempire ad oltranza senza domandarsi  il perché e un’inquietudine da placare per dare senso alla propria esistenza. Una vita che, come scopre la Principessa, vale la pena di essere vissuta perché “E’ il puro fatto di essere al mondo la vera Avventura”.

Un’avventura che anche in questo lavoro Chiara Gamberale, così come in “Per Dieci minuti”, “Adesso”, “Le luci nelle case degli altri”, “Color lucciola” (giusto per citare alcuni delle sue opere precedenti) riesce a raccontare con uno stile semplice e immediato,  proprio come le vicende di cui scrive ma, non per questo, senza mancare di poesia e morale.

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