Siamo abituati ad associare gli scioperi alle vicine rivolte comuniste, ma la loro pratica deriva da molto più lontano. Il primo della storia risale al 1150 a.C. circa, e avvenne nella città di artisti di Deir el-Medina, nei pressi della Valle dei Re in Egitto.

Gli operai e gli artigiani di Deir el-Medina avevano il compito di decorare le tombe dei re come ”dipendenti statali” durante il Nuovo Regno. Si trattava di un compito distinto, in quanto si era al servizio di una divinità incarnata in un uomo – il faraone. Per questo vicino alla città sono state rinvenute alcune loro tombe, più piccole rispetto a quelle regali ma decorate con la stessa cura. La città era isolata rispetto agli altri centri abitati, per essere più vicina alle zone di sepoltura dei faraoni, e ospitava quasi solo i lavoratori e le loro famiglie. Poiché tali lavoratori non avevano tempo per coltivare la terra, lo Stato provvedeva a tutti i bisogni , fornendo periodicamente razioni di viveri, utensili da lavoro, materie prime e vari oggetti quotidiani, come vestiti e legna da ardere.

Raffigurazione di Ramesse III, sulle pareti della sua tomba nella Valle dei Re

Durante il 29° anno di regno di Ramesse III, della XX dinastia, il Papiro dello Sciopero –attualmente conservato al Museo Egizio di Torino– ci testimonia che gli approvvigionamenti statali si interruppero per almeno venti giorni. Gli operai, come leggiamo, smisero di lavorare e chiesero che il re stesso fosse informato della loro situazione

[…]informate il re, nostro buon signore, e il visir, nostro superiore, affinché ci venga dato cibo per il nostro sostentamento[…]”
“[…]siamo venuti a causa della fame e della sete […]. Non abbiamo vestiti[…]”

Il visir, la più alta carica statale dopo il faraone e suo braccio destro, si recò personalmente dagli operai e promise loro tutta l’assistenza necessaria. Il ritardo fu probabilmente causato dai grandi problemi interni ed esterni che affliggevano lo stato durante il regno di Ramesse III, il quale addirittura fu oggetto di una cospirazione a palazzo per attentare alla sua vita.

Quando ancora non arrivarono gli approvvigionamenti, gli artisti insorsero di nuovo ed occuparono i templi funerari di Tebe ovest –l’attuale Luxor-, i centri di culto dei faraoni precedenti. Riuscirono così ad riottenere ciò che era loro di diritto per legge, concludendo così il primo sciopero documentato della storia –ma forse non il primo in assoluto- in modo proficuo per gli scioperanti.


Fonti:
K.A. BARD (ed. it. a cura di R. FATTOVICH), Archeologia dell’antico Egitto, Roma, Carocci editore, 2013.
R. SCHULZ, M. SEIDEL, Egypt: The World of the Pharaohs, Ullmann, 2010
EgittoAntico, La rivolta di Deir el-Medina, 15 Marzo 2011