Si è diffusa da pochi giorni la notizia del tanto atteso ritorno di Medicine Man, l’omino cornuto a cui i giovani degli anni ’90 alternativi hanno voluto così bene: i Jamiroquai sono di nuovo tra noi!

La notizia è stata resa nota lo scorso 17 gennaio su Rolling Stone. Il 31 marzo vedrà la luce un nuovo ed interamente inedito album, Automaton; il 25 maggio invece inizierà un tour che toccherà prima Giappone e Corea del Sud, poi diversi Paesi europei. L’unica tappa italiana prevista è quella dell’11 luglio, alla Visarno Arena di Firenze.

Dopo sette lunghi anni dall’uscita di Rock Dust Light Star e ripetuti  annunci di abbandono del palcoscenico, la maggior parte dei fan aveva ormai smesso di sperare in un ritorno. Chissà che cos’ha in serbo per tutti noi il capriccioso frontman Jay Kay? Sul canale YouTube della band è apparso il primo video del primo singolo del nuovo album (l’omonima “Automaton”) e la cosa si preannuncia interessante: sintetizzatori a manetta e futuristici copricapi indiani robotizzati. Tutto ciò farebbe pensare ad una nuova inversione di marcia, rispetto al riavvicinamento alle sonorità degli esordi che abbiamo potuto ascoltare nell’ultimo album.

Facciamo un rapido ripasso. I Jamiroquai hanno cambiato parecchio il loro stile nel corso degli anni: dal misto di soul, funk e acid jazz di Emergency on Planet Earth (1993) e The Return of the Space Cowboy (1994); virando poi verso ambienti da disco anni ’70 in Travelling Without Moving (1996); mescolando ancora soul, techno e rock con Synkronized (1999); slanciandosi verso il pop con A Funk Odyssey (2001) e arrivando infine a quelle magistrali sintesi di tutti questi stili che troviamo in Dynamite (2005) e Rock Dust Light Star (2010).

Jason Kay avrà pure abbandonato le nobili cause ambientaliste e umanitarie dei primi album per (in)seguire passioni più “materiali”, ma si può tranquillamente dire che la sua musica non abbia mai avuto una caduta di stile; di qualsiasi matrice sia, ogni suo album contiene canzoni di dimensioni epiche, capaci di emozionare, di portare all’euforia, di far ballare anche il vecchio comodino impolverato della nonna.

Le aspettative su Automaton e il concerto di Firenze sono quindi estremamente luccicanti; e credo fermamente che non verranno deluse, anzi, le sorprese saranno tante. Insomma, sbanchiamolo questo botteghino!

 


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