I The XX sono riusciti a sorprenderci di nuovo. Questo gruppo musicale indie rock britannico, formatosi a Londra nel 2005, rinasce, come una fenice dalle ceneri, con I See You, loro ultimo album uscito lo scorso 13 gennaio.

Sono tre, Romy Madley Croft, Oliver Sim e Jamie Smith (meglio conosciuto col moniker di Jamie xx). Giovani ragazzi amanti della musica, ma soprattutto di ogni sua sfumatura, sono riusciti a creare nuove atmosfere senza cancellare la loro identità, da sempre inconfondibile.

Il loro ultimo album contiene 10 brani, ognuno dei quali narra una storia. La particolarità è che sono riusciti a trasformare quella loro così intensa malinconia in un felice ricordo. Malinconia che è sempre presente, perché loro grande caratteristica, ma qui assume nuovi colori, nuove forme.

Lo possiamo notare ascoltando “Say Something Loving” ad esempio: brano ricco di sfumature, evidenzia la loro rinascita, la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, di vivere e ascoltare. Brano dinamico, dolce, capace di catturare l’attenzione. Testimone della loro piccola trasformazione, esile quanto basta perché il gruppo non perda le stesse caratteristiche che li contraddistingue.

Anche “Dangerous” può essere considerato uno dei pezzi più forti dell’album, insieme al singolo On Hold, che del resto è stato scelto come anteprima.

Molti brani sono arrangiati con classe, altri ci riportano ai vecchi The XX, per non farci dimenticare niente di loro e del percorso che hanno fatto negli anni.

Ciò che abbiamo notato maggiormente in questo album è la complicità sempre più evidente tra le voci di Romy Madley Croft e Oliver Sim. Questa sinergia ha permesso la riuscita del disco e il miglioramento, volendo, del gruppo stesso.

Musica un tempo pop minimal che adesso si è aperta a mondi diversi, dal dark british all’hip hop, capace di emozionare e sottolineare quanto la scoperta continua di novità permetta trasformazioni positive, motivo di crescita.

Non mancano nuovi colori, forme. E sicuramente questo permette al gruppo di aprirsi nei confronti di un pubblico molto più vasto, viste le sfumature che ad oggi caratterizzano questo disco.

Un album da non perdere, da ascoltare in viaggio o a casa, dopo una lunga giornata. Brani capaci di trasportare, come la musica sempre, in generale, dovrebbe saper fare.


Fonti:

Per il testo: www.panorama.it e conoscenze personali