di Federico Lucrezi

Una volta in classe si recitava il Padre Nostro, in altri tempi era Mussolini la figura di riferimento a cui gli studenti dovevano essere devoti. Poi internet, il nuovo millennio e lei, Wikipedia.

Nuova divinità a tutti gli effetti per gli studenti di tutto il mondo, la celebre enciclopedia libera online è ormai una delle risorse principali per qualsiasi genere di informazione. Ciò che spesso si dimentica è, appunto, che Wikipedia è un’enciclopedia libera: chiunque può modificarne le voci e crearne di nuove. È per questo che non bisognerebbe mai fidarsi troppo ciecamente di quanto vi si può trovare. Eppure, nel bene e nel male, Wikipedia rimane una piattaforma enorme che tutti utilizzano quotidianamente. E come tale deve in qualche modo essere gestita intelligentemente per garantirne un buon funzionamento. È per questo che esistono gli amministratori, definiti da Wikipedia come utenti  volontari come tutti gli altri ai quali, in seguito a votazione, sono state assegnate dalla comunità alcune funzioni tecniche necessarie al funzionamento dell’enciclopedia. Tali funzioni includono, tra le altre:

  • la cancellazione di pagine non conformi alle linee guida di Wikipedia
  • il blocco di utenti vandalici, problematici o incompatibili con il progetto, nel rispetto delle linee guida relative
  • il rollback, ovvero l’annullamento rapido di modifiche dannose o improprie
  • la protezione parziale o totale di specifiche pagine, per prevenire modifiche improprie o lo spostamento ad altro titolo

Questa, perlomeno, è la teoria. Nella pratica avere a che fare con un amministratore di Wikipedia spesso significa avere a che fare con una profonda discrezionalità, autoreferenzialità e una censura arbitraria che ci riporta con la memoria a spiacevoli realtà dell’inizio del secolo scorso.

Lo Sbuffo ne sa qualcosa, ma non è certo l’unico. Qualche mese fa faceva discutere, e non poco, la decisione di un amministratore di Wikipedia di rimuovere la pagina dell’enciclopedia dedicata a Salvatore Aranzulla, divulgatore notissimo sul web, fondatore di www.aranzulla.it su cui sono pubblicate centinaia di guide e consigli sul mondo dell’informatica. È praticamente impossibile per un utente medio del web non aver mai risolto un problema di qualsiasi genere grazie al buon Salvatore Aranzulla.

Questo però non basta ed ecco che la pagina Wikipedia di Salvatore Aranzulla è stata immediatamente oscurata. Ovviamente gli amministratori di Wikipedia hanno addotto le solite scuse, citando i requisiti di enciclopedicità adottati come linee guida dal progetto Wikipedia e contestando una mancanza di fonti autorevoli che determinassero l’effettiva rilevanza del divulgatore. Come spesso accade provare a dar vita a un dialogo costruttivo con gli amministratori di Wikipedia è perfettamente inutile e le obiezioni e le motivazioni fornite per sostenere la propria tesi vengono puntualmente ignorate.

Discrezionalità, autoreferenzialità e arbitrarietà. Appunto.

Per chi volesse ripercorrere la vicenda Aranzulla si faccia riferimento a questo articolo che spiega perfettamente l’evoluzione della questione.

Qualche giorno fa è successo di nuovo e questa volta il protagonista è suo malgrado proprio Lo Sbuffo.

La pagina Wikipedia dello Sbuffo, creata in seguito alla registrazione del giornale quale testata giornalistica ufficialmente riconosciuta, è stata cancellata. Anche in questo caso le motivazioni sono estremamente arbitrarie:

spiacente ma questa testata non si può considerare enciclopedica per i seguenti motivi:

  1. Ha una redazione che non è composta da professionisti ma solo da studenti volontari ed opera in un contesto sostanzialmente universitario
  2. Ha una diffusione strettamente locale
  3. Esiste da pochissimo tempo

La semplice esistenza o registrazione come testata giornalistica non è condizione automatica di enciclopedicità. Grazie per non insistere oltre nel riproporre questa voce. Ti ricordo che su Wikipedia non funziona che “chi insiste, la vince”. Funziona semmai che “chi insiste, finisce per essere bloccato”. –L736El’adminalcolico 14:30, 13 gen 2017 (CET)

 

La nostra risposta non si è fatta attendere, dal momento che quanto addotto da L736E l’adminalcolico risulta profondamente superficiale e inesatto.

Rispondo punto per punto alle tue obiezioni:

1. Ha una redazione che non è composta da professionisti ma solo da studenti volontari ed opera in un contesto sostanzialmente universitario

Non mi risulta che il tipo di lavoro con il quale il progetto è portato avanti sia una discriminante legata all’enciclopedicità in base a quanto riportato dalla stessa Wikipedia. Lo Sbuffo si occupa di cultura a 360° e non è in nessun modo legato ad alcun ambiente universitario. Dunque questa motivazione è puramente inconsistente.

2. Ha una diffusione strettamente locale

Lo Sbuffo ha una redazione a Milano, una a Roma e corrispondenti all’estero. Ha sede a Milano, ma non è certo limitato, per attività e diffusione, alla città. Dunque rispetta il criterio di enciclopedicità che richiede rilevanza nazionale.

3. Esiste da pochissimo tempo

Pochissimo è un termine puramente arbitrario e anche in questo caso non si rifa ad alcun criterio di enciclopedicità, i quali peraltro esplicitano la richiesta di rilevanza qualitativa e non quantitativa dei contenuti in discussione.

 

Il buon L736E di alcol deve averne effettivamente bevuto tanto e senza prendersi la briga di verificare quanto motivatogli è rimasto sulla sua (discutibile) posizione.

Le motivazioni non sono né “arbitrarie” né “insensate”. Wikipedia è una enciclopedia e non una raccolta indiscriminata di informazioni. Non tutto quello che esiste può finire su Wikipedia o avere una voce su Wikipedia. Per le testate giornalistiche, la prima condizione è che siano testate professionali, ossia redatte da professionisti qualificati che lo fanno per mestiere, e una redazione composta da volontari studenti che lo fanno nel tempo libero già fa cadere questo presupposto: è come voler mettere sullo stesso piano una squadra di calcio composta da giocatori professionisti e la squadra degli scapoli (o degli ammogliati) del Bar Sport di quartiere – con tutta onestà, sono due cose molto diverse. La seconda è che debbano avere una rilevanza riconosciuta da WP:FONTI terze, ossia essere citati o oggetto di studi di portata nazionale o essere considerate autorevoli – e anche qua, direi che per la rivista universitaria in questione non ci siamo. La terza è il bacino di diffusione: se una pubblicazione è localissima, come nel caso in questione, si ricade in quello che è il WP:Localismo, che non è considerato enciclopedico, e nel rilievo eccessivo – e una rivista universitaria di Milano fatta da studenti che studiano a Milano e pubblicata solo a Milano è locale che più locale non si può. Non rientra tra gli scopi di Wikipedia “far conoscere le piccole realtà minori o nuove”: questa è una enciclopedia e non una vetrina per rendersi visibili. Per il resto: ti consiglio di leggere WP:COSA METTERE e WP:E, oltre che le altre voci che ti ho linkato in blu in questo messaggio. Da cui potrai capire da te che nella cancellazione della voce non c’era nulla di arbitrario e che le motivazioni addotte sono perfettamente pertinenti nel momento in cui una voce viene valutata per il suo contenuto enciclopedico (in questo caso, molto al di sotto del minimo sindacale). –L736El’adminalcolico 19:27, 13 gen 2017 (CET)

I criteri di enciclopedicità a cui fa riferimento l’amministratore in questione (sulla cui pagina personale vanta decine e decine di messaggi di utenti che si sono visti cancellare il lavoro svolto con le medesime motivazioni arbitrarie) non comprendono peraltro quanto viene contestato e ancora una volta tutto è frutto di pura interpretazione personale.

Lo Sbuffo non avrà una pagina Wikipedia a quanto pare. Lasciamo che la frustrazione personale del buon L736E continui a essere sfogata nel suo delirio giustizialista, ma non possiamo esimerci dal denunciare l’arbitrarietà, garantita da un totale anonimato, che regna sovrana in una delle risorse online più importanti del pianeta. E ci accodiamo a Platone prima e Giovenale poi nel chiederci quid custodiet ipsos custodes? Chi controllerà i controllori?

 

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