Come sarebbe bello se, in un periodo buio in cui tutto sembra andar male, ogni problema sparisse con uno schiocco di dita… A dir poco improbabile nella realtà fattuale, tutto ciò diventa quasi possibile nella serie Joséphine, ange gardien, in onda su La7 e La7D.

Di produzione francese, lo sceneggiato racconta le avventure di Joséphine Delamare, un angelo custode -interpretato da Mimie Mathy, attrice dalla carriera trentennale affetta da nanismo– intento ad aiutare persone in gravi difficoltà, dette “clienti”, di puntata in puntata e ignare della vera natura della donna. Ogni episodio, della durata di circa 80 minuti, si apre con l’apparizione di “Josie” in un qualche luogo della terra (o meglio, della Francia) avvolta da una polvere di stelle; appresa l’identità del cliente ed entrata in contatto con lui e col suo mondo, il nostro angelo custode, determinata e risoluta nel perseguire l’obiettivo della sua missione, non lo abbandona più finché le sue afflizioni non si risolvono in una ritrovata armonia.

L’attrice francese Mimie Mathy: interpreta Joséphine Delamare fin dal primo episodio, datato 1997.

I temi trattati nelle diverse puntate sono molto vari: si va dalle crisi finanziarie a quelle familiari, dai sogni infranti alle occasioni di una vita mancate, dagli amori perduti ai figli ritrovati; all’interno di questa vasta gamma le combinazioni possibili sono molteplici e non è insolito trovare più temi intrecciati nello stesso episodio. La serie non manca tuttavia di trattare anche questioni forti ancora oggi di stretta attualità, come l’alcolismo, l’omosessualità, il razzismo, la schiavitù, il disagio giovanile, la surrogazione di maternità (e.g. “utero in affitto”) etc. Va da sé che il tenore di ciascun episodio -e, di conseguenza, anche la disposizione dello spettatore rispetto a ciò che guarda- varia al variare dell’argomento portante; è tuttavia possibile rintracciare alcuni motivi guida ricorrenti, tra i quali si possono elencare l’insicurezza che caratterizza i protagonisti (quelli femminili soprattutto) e che diventa causa prima delle loro sconfitte;  le menzogne passate e presenti che ostacolano il percorso del protagonista verso un nuovo equilibrio, l’odio da parte degli antagonisti e le azioni da essi svolte per complicare la già intricata situazione; l’accadere di un fatto grave ai danni del protagonista o di una figura a lui strettamente legata (per esempio un atto di violenza o la fuga di un membro della sua famiglia insofferente della situazione venutasi a creare), che costituisce il momento di massima tensione di tutta narrazione – dando una svolta drammatica e apparentemente definitiva alla vicenda – e dal quale si dipana poi invece l’immancabile lieto fine.

Gli intrecci presentano dunque per lo più uno schema regolare, anche abbastanza elementare: ci sono i buoni, ci sono i cattivi (cattivissimi fin quasi alla fine, quando -molto poco realisticamente- rinunciano a tutto il loro odio per vivere in armonia con gli oggetti stessi del proprio astio) e c’è ovviamente anche lei, la nostra Joséphine, un aiutante magico… che di magico fa però ben poco: schioccando le dita può teletrasportarsi o riassettare una stanza intera (chi non la vorrebbe per pulire casa?), ma non interviene mai sulla mente delle persone e sulle loro decisioni, che cerca al più di modificare attraverso il discorso e il dialogo, nel più umano dei modi.
Concludendo, si può ben dire che si tratta di una fiction per tutta la famiglia, sebbene il target di riferimento rimanga come intuibile quello femminile. La serie riesce comunque ad appassionare larghe fette di pubblico, come dimostra la sua longevità (in patria si è già infatti alla diciassettesima stagione); ciò accade proprio in virtù della struttura molto semplice, ripetitiva e di facile presa: in definitiva, in virtù della perenne efficacia di quegli schemi da romanzetto che pure riescono a coinvolgere anche il pubblico meno ingenuo che se ne lasci, per una sera, coinvolgere. Forse però il merito più grande del suo successo va al soggetto stesso, pur non originalissimo, della serie: chi di noi, in fondo, non desidererebbe, in questo brutto mondo, l’aiuto devoto e fidato di un simpatico e agguerrito angelo custode?

Etienne Chognard / TF1

Fonti: http://www.tf1.fr/tf1/josephine-ange-gardien
http://www.imdb.com/title/tt0172014/
https://fr.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9phine,_ange_gardien
Visione e rianalisi personale dello sceneggiato
Credits: http://www.tf1.fr/tf1/josephine-ange-gardien/photos/mimie-mathy.html