di Chiara Ciotti

“You hear me, young people don’t be afraid. Be focused. Be determined. Be hopeful. Be empowered […] Lead by example with hope. Never fear”: Michelle Obama si rivolge ai giovani nel suo ultimo discorso da First Lady alla Casa Bianca, in occasione della premiazione della school counselor dell’anno, Terri Tchorzynski il 6 gennaio.
Graffiante e commovente, dimostra ancora una volta il suo talento comunicativo nell’arrivare dritta al cuore del suo pubblico, una First Lady attenta  alle tematiche sociali e impegnata attivamente in politica al fianco del marito.

Coraggio, giustizia e istruzione sono i capisaldi della sua comunicazione, i giovani e il mondo femminile in particolare i centri della sua attenzione: con il programma “Let Girls Learn” ha promosso iniziative per consentire alle ragazze di poter frequentare la scuola secondaria in quei Paesi in cui esistono profonde disparità in fatto di istruzione tra ragazzi e ragazze, dall’Albania al Mozambico. Ha attaccato fortemente Donald Trump per le sue dichiarazioni e i comportamenti sessisti in un discorso a Manchester in New Hampshire, nello scorso ottobre, a sostegno di Hillary Clinton durante la campagna presidenziale, affermando che “non riguarda più solo la politica. Stiamo parlando delle basi della decenza umana […] Nessuna donna merita di essere trattata in questo modo […] Gli uomini forti, quelli che sono davvero un modello, non hanno bisogno di offendere le donne per dimostrare il loro potere”. Non a caso è stato definito dal New York Times “il più importante discorso tenuto da una First Lady da quello di Hillary Clinton all’Assemblea generale dell’ONU, nel 1995”. Appassionata e determinata, si è sempre schierata in difesa dei diritti delle donne e per la promozione di un’uguaglianza sociale e soprattutto economica, in un mondo in cui esistono ancora discriminazioni di genere.
“Sappiate che questo Paese appartiene a voi, a tutti voi, a prescindere da quale sia la vostra origine o il vostro stile di vita […] Sappiate che fate parte di una grande tradizione americana: il mescolarsi di nuove culture, talenti e idee che generazione dopo generazione ci ha reso il più grande Paese del mondo”: Michelle promuove la tolleranza, il rispetto reciproco tra le differenti realtà in un Paese così esteso ed eterogeneo come gli Stati Uniti d’America, un Paese, però, che si macchia sempre più spesso di violenza e di razzismo.

“Se la vostra famiglia non ha molti soldi, voglio ricordarvi che in questo Paese moltissime persone, tra cui me e mio marito, hanno cominciato con molto poco ma che con tanto duro lavoro e una buona istruzione tutto è possibile, anche diventare Presidente. Questo è il sogno americano”. Le caratteristiche fondamentali che l’hanno resa così apprezzata dagli americani sono sicuramente la sua umanità ed empatia, con le quali si rivolge al pubblico, si equipara, perché è una del popolo, che nella sua vita ha faticato per affermarsi, senza mai arrendersi, come non manca spesso di sottolineare.
“Che siate musulmani, cristiani, ebrei, induisti o sikh, queste religioni insegnano ai nostri giovani che cosa sono la giustizia, la compassione e l’onestà”. Ricorda la grande sfida che la contemporaneità sta affrontando a livello globale: il dialogo interreligioso.
Il confronto tra culture e religioni, tradizioni e appartenenze può innalzare culturalmente e socialmente le società in cui viviamo perché “le nostre diversità di fedi, colori e convinzioni non sono una minaccia a ciò che siamo: sono ciò che ci rende ciò che siamo”. Un confronto che, però, è sempre più spesso ostacolato dalla paura e dal sospetto, generato anche dalla politica.
Un discorso che infonde speranza nei giovani, nelle generazioni future: dal tema economico alla giustizia sociale è un invito a non arrendersi mai dinanzi a nessun ostacolo, a migliorarsi sempre, a far sentire la propria voce nel mondo e a credere che tutto sia possibile con il lavoro e lo studio. Ognuno ne ha possibilità, non bisogna mai porsi limiti: è questo che la First Lady, durante gli otto anni di amministrazione Obama, ha cercato di trasmettere all’America e al mondo intero, divenendo un vero e proprio modello e un simbolo di  “anything is possible”.


“Non lasciate che nessuno vi faccia sentire come se non contaste niente. O come se non ci fosse per voi un posto nella storia americana, perché ce lo avete e avete il diritto di essere esattamente chi siete”. Un messaggio energico e rivolto a tutti i giovani, che riassume la straordinaria personalità di una donna forte, fiduciosa nelle generazioni a venire: “costruite un Paese che si meriti le vostre illimitate capacità”.
“Being your First Lady has been the greatest honor of my life. And I hope I’ve made you proud”. Si conclude con questo emozionante discorso la sua permanenza alla Casa Bianca e lascia sicuramente un prezioso insegnamento a tutti noi.
Fonti: The New York Times; Il Post; Il Sole24 Ore.
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