Avete presente quella voce potente che echeggia spesso dalla radio cantando White Christmas? Quell’inconfondibile timbro grave e profondo di voce? No, non parliamo di Louis Armstrong. Parliamo di Bing Crosby, al secolo Harry Lillis Crosby, soprannominato Bing dalla sua striscia di fumetti preferita, “The Bingville Bugle”. Nato nel 1903 a Tacoma, nello stato di Washington, fu il terzo di sette fratelli. Durante la sua adolescenza abbandonò gli studi per inseguire una carriera nella musica, che sarà indelebilmente legata alle sue performance di canzoni natalizie. In particolare, fu White Christmas,  scritta da Irving Berlin per il musical Holiday Inn del 1942, inserita poi nel film del 1954 “White Christmas” con Danny Kaye e Crosby (sopra, Kaye a destra e Crosby a sinistra) a portarlo alla fama mondiale. Ma Bing Crosby fu anche molto altro.

Icona della radio

Negli anni della Grande Depressione, Bing cominciò a farsi strada come batterista in coppia con l’amico Al Rinker nel panorama musicale californiano. Per tre anni collaborò con l’orchestra jazz di Paul Whiteman. Formò poi con il pianista e compositore Harry Barris a New York il trio “Rhythm boys”. Le sue canzoni erano spesso reinterpretazioni di motivi al passo coi tempi della grande crisi, inni alla determinazione e alla sobrietà: è il caso di Brother, can you spare a dime?  (sotto) di Yip Harburg, la voce di un senzatetto contro il sistema che l’ha privato del suo lavoro.

In questi anni bui per gli Stati Uniti, la radio fungeva allo stesso tempo da catalizzatore delle ansie e da strumento di evasione quasi catartica da una dura realtà. In parallelo alla carriera di artista impegnato, Crosby andò in onda in quegli anni con  “The Big Broadcast”, commedia in 10 puntate sulla carriera quasi casuale di un cantante radio.

Un istrione della commedia

Crosby possedeva oltre ai geni del fine jazzista un’innata attitudine per la recitazione teatrale e cinematografica, con una propensione per la commedia. Durante gli anni ’30 egli portò in scena, insieme al collega e grande amico Bob Hope e l’attrice Dorothy Lamour, il genere delle “Roads“, commedie incentrate su un’avventura di tre personaggi in un paese straniero. A testimonianza della longevità e della popolarità del genere, basti considerare che la prima di queste commedie, Road to Singapore, fu girata nel 1940, mentre l’ultima, Road to Hong Kong, fu girata nel 1962.

Un artista a tutto tondo

Oltre al genere della commedia, Crosby eccelse anche nel genere del musical, collaborando con artisti di grande calibro. Nel 1940 recitò nel musical “Here is my heart”, con Betty Carlisle; nel 1942 collaborò con il mito del tip-tap Fred Astaire in “Holiday Inn”. Tre anni dopo Crosby raggiunse il punto più alto della carriera su grande schermo, vincendo il premio Oscar nel ruolo di Padre O’Malley del film Going my way (La mia via). Fu nominato anche l’anno successivo per aver interpretato lo stesso personaggio in “The bells of St.Mary” (Le campane di S.Maria). Crosby figurò anche in due film a fianco di Grace Kelly, rispettivamente The country girl (Ragazza di campagna) e High society (Alta società). Le memorabili interpretazioni di White Christmas, come Silent Night, non rappresentano che la punta dell’iceberg dell’artista a tutto tondo che Bing Crosby fu.

 


Fonti:

https://greatdepression1930.wordpress.com/songs/

http://www.imdb.com/name/nm0001078/

http://www.biography.com/people/bing-crosby-9262159#early-career-music-and-radio