Personalità tutto tranne che scontata quella di Alessandro Mannarino, in arte solo Mannarino, cantautore italiano nato il 23 agosto del 1979. Dopo i primi tre album, Bar della rabbia, Supersantos e Al monte, il 23 Novembre 2016 annuncia l’uscita del quarto e tanto atteso disco intitolato Apriti Cielo, che sarà disponibile da gennaio 2017.

Dopo soli due giorni viene pubblicato il primo, omonimo brano, ed è subito virale. Un po’ per ingannare l’attesa dei concerti primaverili, un po’ per incuriosire il pubblico, ha rilasciato questo brano denso dell’essenza stessa del cantautore. Da sempre portavoce dei sentimenti più veri, a volte grezzi (in senso buono) e umani, per l’ennesima volta conferma di riuscire a vedere oltre, ad abbattere qualsiasi facciata.

Questo pezzo è un invito a guardare in alto, sopra le nostre teste, più spesso di quanto si faccia. Spesso vediamo nuvole, ma il Sole c’è, è solo coperto dalle stesse. È un inno alla pace, alla lotta contro l’odio, perché non esistono per Alessandro conflitti risolvibili con la violenza. È la voce del popolo, di quello che vorrebbe una società diversa, valori diversi, con abitudini che si avvicinino maggiormente alla natura più pura dell’uomo, intrinseca ad ognuno di noi.

La vita, quella che Mannarino ritiene vera, non comprende guerre, beni materiali, scontri politici e verbali, nervosismi quotidiani; la soluzione è un respiro a pieni polmoni, il viaggio e il senso di libertà che è capace di regalare ad ognuno di noi.

 

“Apriti cielo sulla frontiera sulla rotta nera una vita intera
Apriti cielo per chi non ha bandiera, per chi non ha preghiera
Per chi cammina dondolando nella sera”

Questa una piccola ma significativa parte della canzone; Alessandro stesso afferma che tante volte si è trovato a guardare il cielo, perché il gesto stesso implica il raggiungimento della consapevolezza primitiva del non essere soli, ma insieme sotto un unico, immenso tetto che copre le nostre teste.

È un modo per cambiare punto di vista, per realizzare quanto ciò che a noi appare tremendamente grande e spaventoso in verità sia così infinitesimale, per cui non deve preoccupare eccessivamente. Guardando il cielo, percependo le dimensioni reali della nostra persona, ci rendiamo conto di quanto poco si sia responsabili di ciò che ci accade, e questo dovrebbe farci tirare un sospiro di sollievo.

Guardi qualcosa che vedono miliardi di persone, al di sopra di tutto, di qualsiasi barriera, nazionale, religiosa; senti che la vita non è solo materia, case, palazzi, uffici, lavoro, soldi. La vita è qualcosa di più, e merita di essere valorizzata. Ovviamente arriva il momento in cui devi abbassare nuovamente lo sguardo per camminare, superare gli ostacoli, ma dentro te quel cielo, quella consapevolezza deve rimanere. Ricordi che sei umano, ma proprio per questo appartieni a qualcosa di più grande della tua stessa persona.

Un grande messaggio quello di Mannarino, che così è riuscito ad incuriosire ancora di più riguardo il proprio conto e ha reso tutti impazienti, perché adesso l’album è ancor più atteso.

Ci auguriamo non ci deluda quando uscirà, ma qualcosa mi dice che non sarà così.

 


FONTI:

testo: www.correttainformazione.it e conoscenze personali