di Alessandro Cirotti

Nonostante si tratti dell’insediamento di governo più veloce degli ultimi 5 anni, il web è stato più rapido: “Gaolo Pentiloni” o “Paolo Gentiloni che fa cose” sono tra le pagine più di tendenza su Facebook Italia, nate nel tentativo di ricalcare le orme delle storiche pagine “Renzo Mattei” e “Matteo Renzi che fa cose”, le quali hanno permesso ad una marmaglia di analfabeti funzionali di insultare il nostro ex Presidente del Consiglio senza rendersi conto che quelle fossero pagine satiriche.
Quindi, con lo scopo di donare a questo nutrito gruppo di feroci leoni da tastiera gli strumenti per riempire di fango questa nuova carica istituzionale, partirei dal nome: il nostro nuovo Presidente del Consiglio si chiama Paolo Gentiloni, ed è stato nominato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in data 11 dicembre 2016 dopo le dimissioni di Matteo Renzi.

E’ un classe 1954, nato a Roma, ed ha vissuto all’interno dell’ambiente politico sin dalla gioventù, entrando in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna e diventando il segretario regionale del Movimento Lavoratori per il Socialismo. Dopo un lavoro come direttore di “Nuova Ecologia”, un mensile di Legambiente, entra nelle grazie di Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, che lo rende prima portavoce e poi assessore al Turismo.
L’omonimia che lo lega al celebre “Patto Gentiloni” non è casuale; infatti il patto che sancì l’inizio della partecipazione dei cattolici alla vita politica fu scritto da un antenato di Paolo, Ottorino Gentiloni.
Avrà altri quattro incarichi importanti prima di diventare Presidente del Consiglio, tutti svolti senza essere coinvolto in scandali particolarmente turbolenti: Deputato per la Margherita (Democrazia e Libertà) nei sei anni tra il 2001 e il 2006, Ministro delle comunicazioni sotto Prodi dal 2006 al 2008, Deputato, stavolta per il PD, di cui è stato fondatore, dal 2008, ed infine, sotto il governo Renzi,  il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, incarico terminato con l’istituzione del nuovo governo.

All’interno di questi vent’anni di politica, particolarmente rilevanti sono state le questioni riferite ai marò in India e all’omicidio di Giulio Regeni in Egitto, entrambe nella sua parentesi agli esteri sotto il governo Renzi. Il primo caso ha avuto un esito positivo ma solo dopo 4 anni di calvario, il processo è infatti iniziato addirittura con un altro ministro degli esteri, Emma Bonino, ma Gentiloni è riuscito a riportare entrambi i marò sani e salvi in Italia. Il secondo fu un caso particolarmente spinoso, infatti tutt’ora la verità sulla morte del ragazzo non è certa; la condanna il 10 marzo del 2016 al governo egiziano di al-Sisi per continue violazione dei diritti umani da parte del Parlamento Europeo è sicuramente un passo avanti verso la verità, ma che purtroppo ancora non è emersa.

Possiamo quindi affermare di parlare di una figura politica non particolarmente di rilievo da un punto di vista del coinvolgimento delle masse, ricordiamo il flop alle elezioni per la sindacatura di Roma del 2013, ed è un politico più low-profile rispetto a Renzi, ma ha sicuramente tutta l’esperienza per per poter gestire un incarico del genere; era inoltre un Ministro del governo uscente, e quindi ha le caratteristiche adatte per poter dare continuità al progetto politico del precedente governo.

Per chi già volesse “mandarlo a casa” per vari motivi, e andare al voto, è necessario ricordare la situazione attuale sulle leggi elettorali; in questo momento storico la Camera viene eletta con una legge maggioritaria che ancora deve essere discussa dalla Corte Costituzionale, mentre il Senato viene eletto con una legge proporzionale, il Consultellum. Questo caos legislativo, nel caso andassimo alle elezioni, porterebbe ad uno scenario politico ulteriormente confuso, con il rischio di istituire un governo illegittimo, e che non darebbe il giusto risalto all’espressione del popolo. Permettiamo a questo governo di lavorare e di metterci nelle migliori condizioni per andare alle urne, e cerchiamo di contenere la macchina del fango che si è già attivata nei confronti del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri.

fonti:

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https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Gentiloni