Di Alessandro Cirotti

“Quando morirò non portatemi all’ospedale, portatemi ad Anfield. Io sono nato lì ed è lì che voglio morire”

Queste le parole di una delle più grandi leggende della storia del calcio inglese e internazionale moderno: Steven Gerrard.
Inizia la carriera giovanissimo, esordendo contro il Blackburn nel lontano 1998 a diciotto anni, terminando la stagione del debutto con 13 presenze, principalmente con alcuni spezzoni di partite, per poi affermarsi nella stagione successiva, la quale vede protagoniste la prima rete di Gerrard contro lo Sheffield e la prima espulsione contro l’Everton della sua carriera a Liverpool.
Per giocare in pianta stabile in una squadra di Premier League a 19 anni, è chiaro che si doveva trattare di un fenomeno, e infatti la scelta di Houllier, l’allenatore del Liverpool dalla stagione 98-99 a quella 03-04, inizia a pagare: Steven è tra i titolari del Liverpool sin dal secondo anno, il 2001, che vede la vittoria da parte dei Reds di ben tre trofei: FA Cup, Coppa di Lega e Coppa UEFA. Annata straordinaria: 50 presenze e 10 goal, miglior giovane della Premier League, e l’inizio di un cammino che sembra già segnato.
Continua la striscia positiva della squadra: nel 2001-2002 vincono Charity Shield e Supercoppa UEFA e nel 2002-2003 alzano nuovamente la Coppa di Lega, ma nonostante il trofeo vinto non sarà quello l’evento più importante della stagione: infatti Steven Gerrard, dopo il ritiro di Sami Hyypiä, diventa il capitano del Liverpool.
Siamo nell’estate del 2004 e termina il contratto di Houllier; qui si aprono una serie di scenari interessanti per la carriera del giocatore, che sembrava pronto a lasciare Anfield: il Chelsea arriva ad offrire 20 milioni di sterline per portarlo con sé a Londra, ma l’arrivo di Rafa Benitez, che aprirà un ciclo storico per la squadra di Liverpool, e l’affetto dimostratogli dai tifosi lo convinceranno a restare.
La KOP, la curva rossa di Anfield, non festeggia una Champions dal 1984, e anche a causa dell’assenza di Gerrard dal settembre del 2004 al dicembre dello stesso anno, sembrava che i gironi della competizione sarebbero stati il limite raggiunto dalla squadra di Rafa Benitez. Eppure contro l’Olympiakos, la loro ultima chance, Steven si toglie la fascia di capitano e mette la maglia del supereroe: Ball, Set, Match, è suo il goal che chiude la partita e porta i Reds agli ottavi di finale. Da qui inizia una cavalcata trionfale: Leverkusen, Juventus e Chelsea, nessuna pietà: il Liverpool è in finale di Champions contro il Milan di Kakà.

E’ probabilmente il miglior primo tempo mai giocato nella storia di una finale di Champions quello del Milan, fa 3-0 e chiude la partita. Si entra negli spogliatoi, succede qualcosa; è un altro Liverpool quello che rientra in campo e Gerrard ne è l’emblema: fa il terzino, il regista, il trequartista e la seconda punta, tutto contemporaneamente.

ESteven-Gerrard-Champs-League’ lui l’anima della squadra, ed è proprio lui che segna l’inizio della più incredibile rimonta della storia del calcio moderno: al 51’, da calcio d’angolo, Steve salta più in alto di tutti e segna il 3-1. Il Liverpool accorcia ulteriormente con Smicer e agguanta il pareggio su rigore con Alonso, procurato sempre da Gerrard. La squadra di Benitez resiste agli ultimi assalti del Milan e si arriva ai calci di rigore. Sbagliano Serginho e Pirlo, Hamann e Cissé invece no, è 2-0 Liverpool al terzo calcio dagli undici metri. Si arriva a Shevchenko sul 2-3 per il Liverpool: se Sheva sbaglia il Liverpool è campione d’Europa. Dudek lo innervosisce, lui sembra non dargli importanza. Prende la rincorsa e calcia: il tiro è centrale, Dudek resta fermo, è Steven Gerrard ad alzare la coppa dalle grandi orecchie sotto la KOP dopo 21 anni, dalla coppa campioni 83-84.
Vince il premio miglior giocatore del torneo e si classifica terzo nella classifica per il pallone d’oro di quell’anno, affermandosi ormai tra i migliori giocatori al mondo.
Proseguono i successi per una squadra mai sazia di vittorie: nel 2005-2006 il Liverpool vince un FA Cup, nella finale della quale Gerrard segna un record che tutt’ora detiene, ovvero l’unico calciatore ad aver segnato nella finale di Champions League, di Coppa di Lega e di FA Cup, e vince anche il premio come miglior giocatore della Premier. Nel 2006-2007 vincono un altro Community Shield e tornano in finale di Champions, concedendo la “vendetta” ai rivali del Milan, che stavolta li battono in finale 2-1.
Dal 2007 in poi vi furono una serie di stagioni complicate, prive di trofei escluso il 2012, che portarono però Gerrard a superare i vari record della storia del club: 710 presenze, 186 goal e 11 trofei, ultimo dei quali la Coppa di Lega nel 2012, dopo 6 anni di digiuno.

Una delle immagini più emozionanti della sua storia è sicuramente l’incredibile addio di Anfield, nel maggio del 2015: lui entra in campo insieme alle tre figlie, accompagnato dal coro “Captain, Captain”, ed il rumore è talmente assordante che la bimba più piccola si copre le orecchie, come se si trovasse dentro un cinema in prima fila, durante una scena particolarmente rumorosa. Stavolta però il film era la vita del padre, del capitano, della leggenda Steven Gerrard, raccontata dai tifosi dei Reds, al suono di “You will never walk alone”.

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