Vi ricordate di Daniel Sempere? Dopo dodici anni dal suo esordio, ritorna con una nuova e avvincente avventura. A distanza di tanto tempo Carlos Ruiz Zafon torna a entusiasmare i suoi lettori con l’ultimo e imperdibile capitolo della saga dedicata al Cimitero dei Libri Dimenticati, che lo ha consacrato tra gli autori più famosi degli ultimi vent’anni. Pensate Che Zafon è uno degli scrittori moderni più letti in Spagna dopo Miguel de Cervantes!

Nel 2001 ha pubblicato il suo primo best seller, L’ombra del Vento, di cui tutti avranno almeno una volta sentito parlare. In Italia il successo viene decretato nel 2004, con milioni di copie vendute, edite da Mondadori, che consacrano Zafon come uno degli autori spagnoli più letti nel Nostro Paese.

Il primo grande successo venne replicato con gli altri due capitoli della saga: Il gioco dell’angelo (2008) e Il prigioniero del cielo (2012). Con Il labirinto degli spiriti (2016), uscito nelle librerie italiane lo scorso 22 novembre, Zafon porta a compimento con un finale sorprendente la serie di libri che hanno sedotto milioni di lettori.

Siamo ancora una volta a Barcellona, ma questa volta sul finire degli anni ’50. Il giovane Sempere, come spesso veniva definito da Fermìn Romero de Torres, è ormai diventato adulto, ma l’ombra del Cimitero dei Libri Dimenticati, tra i cui cunicoli e scaffali, Daniel, da ragazzino, aveva scoperto il volume che gli avrebbe cambiato la vita, aleggia ancora nella sua storia. Il mistero che avvolge la morte della madre Isabella lo ha fatto precipitare in un abisso del quale, insieme alla moglie Bea e all’amico di sempre Fermin, Daniel cerca di risolvere l’enigma. Ma quando sembra esser giunto ad un passo dalla risoluzione, Daniel scopre un complotto ancora più oscuro e misterioso ed è in questo preciso momento che fa la sua comparsa Alicia Grins, che conduce Daniel a svelare la storia che si cela dietro la sua famiglia.

I libri di Zafon si reggono sempre su equilibri delicati e precari: trame complesse e labirintiche avvolgono i personaggi. Zafon è un perfezionista, capace di scrivere e  riscrivere diverse volte interi capitoli. Affascinato dalla precisione e dalla complessità degli orologi, Zafon si sente nei confronti delle sue opere come uno scienziato che cerca di far quadrare l’ora con i minuti, i secondi e perfino le lancette. I suoi libri, però, non risentono di questa meccanicità che si nasconde tra le pieghe di un universo letterario dinamico e avvolgente. Insomma, Zafon non è certo uno di quei letterati che hanno bisogno di una musa ispiratrice, piuttosto ama vedersi nei panni di un artigiano che pensa e medita la costruzione della sua opera fin nei minimi dettagli.

In virtù di questo principio, lo scrittore spagnolo, non vuole nemmeno che i lettori o i critici si sforzino di carpire i segreti che si nascondono tra le pagine dei suoi romanzi. In una recente intervista rilasciata per la rivista Sette, l’inserto del Corriere della Sera, dice: «Uno scrittore vive nel suo cervello. La parte importante della sua vita nessuno la vede. Quando leggi un romanzo stai passando una vacanza nel cervello di un altro. Lo scrittore apre la porta della sua mente, la gente entra, ci passa un po’ di tempo. Come per la musica: senti quello che voleva trasmetterti chi l’ha composta. È un rapporto a due: lo scrittore e ogni singolo lettore».

Per questo motivo, Zafon non vuole che i suoi libri diventino dei film. L’autore sta pensando addirittura di inserire nel suo testamento una clausola che impedisca, anche in futuro, dopo la sua morte, di trarre dai suoi libri delle trasposizioni cinematografiche.

La magia e la meraviglia che suscitano i suoi libri sono dettati proprio dalla capacità di rendere invisibile l’impalcatura che regge ogni singolo romanzo. Con Il labirinto degli spiriti Carlos Ruiz Zafon svela gli ultimi misteri di Barcellona e dei suoi personaggi, ma il finale è tutto da scoprire…

 

credits