Per gli appassionati di telefilm il mese di Dicembre porta con sé un motivo in più per fare il conto alla rovescia. Non si tratta certamente di ragioni mainstream come Natale o di Capodanno ma del ritorno di una serie cult, Sherlock. Il 1 Gennaio 2017 è la data annunciata per la premiere. Sono passati una decina d’anni da quando l’idea di Steven Moffat e di Mark Gatiss ha convinto innanzitutto la produttrice Sue Vertue, nonché moglie del primo, poi la BBC e nel 2010 il pubblico.

Uno dei pilastri della cultura british, il famoso detective figlio della penna di Sir Arthur Conan Doyle, è stato trasposto ai nostri giorni. L’attualizzazione e il cambio di periodo storico non sono inusuali in ambiente televisivo e cinematografico. Allo stesso modo non costituiscono un’eccezione gli adattamenti su grande e piccolo schermo delle avventure di Sherlock Holmes e del suo fedele aiutante e amico, John Watson. Il connubio tra le due scelte, però, è risultato innovativo e inusuale quanto riuscito. Fin dai titoli degli episodi (“Uno studio in rosa” che richiama “Uno studio in rosso”, ad esempio) per arrivare ai minimi particolari della scenografia e della sceneggiatura, tutto sembra ed è studiato da chi ama davvero l’opera originale. Proprio per questo motivo il prodotto finale ha riscosso successo tra i puristi ammiratori dell’investigatore. Sebbene sia godibile anche dal meno esperto conoscitore del mondo che si nasconde dietro la porta del 221B di Baker Street, le strizzate d’occhio a chi ha letto -e riletto- i libri non mancano mai.

La serie si articola, fino a questo momento, in tre stagioni. Ognuna è composta da un numero esiguo di episodi, tre per la precisione, ma della notevole durata di novanta minuti. Il 1 Gennaio 2016 si è aggiunto un ulteriore episodio, due ore che con vari espedienti ed escamotage sono state ancora di più un tributo al capolavoro di Doyle. L’ambientazione, infatti, è Ottocentesca e perciò vediamo i protagonisti immersi nel loro habitat naturale, pur costituendo un proseguimento della narrazione principale. “The Abominable Bride”, questo il titolo originale dello speciale di Natale, è stato anche un aiuto per i fan costretti alle lunghe pause tra una stagione e l’altra.

Sherlock, infatti, vanta nel suo cast attori del calibro di Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, nelle vesti dei due protagonisti. La carriera del primo è decollata proprio in questi anni ed è stato impegnato su numerosi set: da The Imitation Game (ruolo che gli è valso la nomination agli Oscar) a Doctor Strange. Dell’Universo Marvel è entrato a far parte anche Freeman in Captain America: Civil War; soprattutto egli ha interpretato Bilbo Baggins nella trilogia de Lo Hobbit. Le loro incombenze lavorative, insieme a quelle dello stesso Steven Moffat (showrunner anche di un’altra amata serie inglese, Doctor Who) hanno fatto sì che la realizzazione e la messa in onda fosse fortemente dilazionata nel tempo, tanto da creare intervalli di addirittura due, tre anni. Questi non sono certamente i tempi a cui sono abituati coloro che seguono regolarmente show televisivi. La cadenza annuale e il maggior numero di episodi caratterizzano la serialità e, proprio per questo motivo, il fandom di Sherlock è diventato sul web, proverbialmente, “quello che aspetta”.


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