Il sesso è naturale, non importa come e con chi, ma ogni quanto. “Amantes amentes si coitus frementes non habent frequentes” dicevano i latini. Gli amanti son dementi se non hanno frequenti coiti frementi. Già nella Roma antica l’avevano capito: l’astinenza fa male. E non soltanto alla propria autostima – quando l’astinenza non è proprio voluta -, ma anche alla salute. Di certo non si diventa dementi, folli e deliranti, ma il corpo ha comunque una reazione negativa.

Ovviamente ci sono delle conseguenze in ambito strettamente sessuale, con a lungo un calo della libido e un peggioramento delle prestazioni, sia per gli uomini che per le donne. Si potrebbe pensare che, dopo un periodo di magra, trovarsi in una situazione piccante potrebbe far crescere l’eccitazione fin troppo, col conseguente flop della performance amorosa. Rapida e indolore. Invece è il contrario. Il flop rimane, ma per il motivo opposto: l’erezione non arriva, la vagina resta all’asciutto e i suoi tessuti si rilassano. Un po’ come quando bisogna compiere uno sforzo fisico: se c’è poco allenamento ci vuole più tempo e fatica. Per mantenersi in forma c’è sempre la masturbazione, ma in due è più divertente.

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Spero abbiate provato tutti quella sensazione di relax dopo un orgasmo, che ti toglie un po’ di stress e ti fa prendere sonno più velocemente. Ammettetelo, quanti di voi ogni tanto ricorrono a qualche lavoretto selfmade per dormire meglio? Tutto ciò perché, durante il sesso, viene rilasciato un ensemble di ormoni, come l’ossitocina, l’endorfina e la dopamina, che va a ridurre il livello di stress e rende più soddisfatti, sicuri e calmi. E d’altra parte, se una sessualità attiva migliora la circolazione, uno stop prolungato può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Ma fin qui si tratta di cose più o meno risapute. Quello che può sfuggire (o semplicemente non essere collegato al sesso) è che un’attività costante rafforza il sistema immunitario. Uno studio condotto dal dottor Carl Charnetski, professore di psicologia alla Wilkes University, in Pennsylvania, su un campione di 112 studenti, ha dimostrato che coloro che praticano frequentemente del sesso hanno dei livelli più alti di immunoglobuline A. Si tratta di anticorpi fondamentali a livello delle mucose, che costituiscono quindi una delle prime barriere protettive del nostro corpo contro i microbi provenienti dall’esterno.

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Un altro collegamento insolito è quello tra sesso e memoria. Per ora sono stati condotti solo degli studi in laboratorio su ratti, ma si ipotizza che le conclusioni siano applicabili anche all’uomo. Dagli studi di Erica R. Glasper, allora facente capo al Dipartimento di Psicologia dell’Università del Maryland e attualmente operante alla Emory University di Atlanta, e di Benedetta Leuner, del Dipartimento di Psicologia dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università di Princetown, è emerso qualcosa di interessante. In cavie adulte, poste sotto stress e ormai avviate verso un declino celebrale, l’esperienza sessuale porta al ripristino di una normale produzione di nuovi neuroni e delle funzioni dell’ippocampo. Si tratta di una zona del cervello, situata nel lobo temporale, strettamente connessa alla memoria a lungo termine.

Quindi il sesso aiuterebbe a contrastare gli effetti dello stress e dell’invecchiamento sul cervello. A farvi rilassare. A migliorare la circolazione sanguigna. A non ammalarvi. L’avreste mai detto? Ovviamente anche a farvi divertire e a creare una maggiore connessione col partner. L’attività sessuale parrebbe proprio un’ottima cura. Ma attenzione: se avete l’influenza, non potete risolvere tutto in una notte! Così rischiate solo di contagiare anche la vostra dolce metà.

 

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