Vi ricordate delle locandine fuori dai cinema? Quei grandi poster che accoglieva lo spettatore all’ingresso e catturavano lo sguardo incuriosito di coloro che si accalcavano davanti alle porte, impazienti di entrare?
Ebbene, una volta, e non parlo dell’era del paleolitico, questi portentosi fogli rettangolari erano una parte fondamentale per la pubblicizzazione di un nuovo film. Si può dire che queste affissioni erano veri e propri quadri, magiche tele nelle quali gli spettatori coglievano degli indizi che li preparavano alla visione del film, grazie al meticoloso lavoro di acquerello che il pittore compiva.


Tutto era studiato nei minimi dettagli: dalla scelta dei colori al gioco tra primi e secondi piani, la grande capacità dell’artista che creava la locandine era di individuare l’elemento dominante, per stimolare la curiosità e creare un clima di attesa per il pubblico. Una sola di queste immagini aveva la capacità di riassumere l’intero film, omaggiare star e case di produzione, prima ancora del regista che non era mai presente sulla locandina, tranne in casi più unici che rari. Si prenda come esempio il maestro del brivido Alfred Hitchcock che comparve infatti nel manifesto del suo film: “Delitto Perfetto” (1954) -di cui è stato fatto un remake nel 1998 con Michael Douglas, Gwyneth Paltrow e Viggo Mortensen– ritratto dall’artista Giuliano Nastri, pittore cartellonista romano che ha firmato i manifesti di molte pietre miliari della settima arte.


Ma è sopraggiunta la tecnologia che se da una parte ha portato grandi innovazione nel mondo del cinema, dall’altro ha privato lo spettatore di quel “nutrimento” visivo che la visione delle locandine dipinte offriva. La ricercatezza e la cura che ne accompagnava la creazione è stata persa per lasciare il posto a semplici frame del film ritoccati e riadattati.
Ma non tutto è perduto; abbiamo ancora la possibilità di ammirare, con un filo di nostalgia, le intramontabili e meravigliose locandine di alcuni dei film più famosi, conservate al Museo Fermo Immagine di Milano.

 

 

Fonti e Credits

http://lnx.whipart.it/cinema/9450/storia-cinema-locandine.html

http://www.museofermoimmagine.it/