Se siete intrepidi viaggiatori a caccia di emozioni forti, non vi resta che includere nelle vostre future “gite fuori porta” quelli che sono considerati alcuni fra i più spaventosi musei del mondo, ovvero le sei esposizioni permanenti che turberanno profondamente il vostro animo – e che, sicuramente, non scorderete mai! –

  • Glore Psychiatric Museum:

Situato a St. Joseph, in Missouri, il Glore Psychiatric museum è considerato “uno dei 50 musei più insoliti del paese” e “uno dei mille posti da vedere prima di morire in Canada e USA“. Realizzato da George Glore – un impiegato del Dipartimento di Salute Mentale del Missouri –  a partire dal 1966, il museo ha il compito di illustrare la storia del trattamento delle malattie mentali per poter comprendere e apprezzare i passi avanti compiuti negli ultimi anni grazie alla scienza. Per fare tutto ciò, il museo offre display interattivi ed audiovisivi, oltre ad una vasta scelta di reperti provenienti dal manicomio, fra cui apparecchiature mediche, fotografie, opere d’arte e scritti creati dagli stessi pazienti: qui, spicca la storia di un uomo che, considerato pazzo, trascorse 72 anni rinchiuso in questo tetro luogo. La cosa più inquietante, però, è rappresentata dai modelli a grandezza reale – realizzati da Glore – di quelli che erano i macchinari di tortura utilizzati sui pazienti durante il sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo secolo: possiamo trovare la Bath of Surprise, ovvero una vasca realizzata per immergere i pazienti in acqua ghiacciata, la Giant Patient Treadmill, cioè un enorme e pesante macchinario ideato per rendere esausti anche i pazienti più agitati, e il Lunatic Box, ovvero una specie di bara in cui venivano chiusi i pazienti più incontrollabili per calmarli e per indurli a dormire.

  • Il museo delle mummie:

Il Museo delle mummie è uno dei più tenebrosi musei del mondo ed è situato in all’interno di un centro urbano ricco di cultura e di vita: la cittadina di Guantajuato, in Messico; al suo interno sono esposti circa 111 cadaveri mummificati – i cadaveri non furono imbalsamati, bensì furono gli agenti atmosferici a renderli come sono ancora oggi – dei quali possiamo ammirare il volto terrificato e le fattezze. Le 111 mummie risalgono al 1833, quando, in Messico, ci fu una forte epidemia di colera: per evitare la trasmissione del morbo, i cadaveri venivano frettolosamente sepolti dalla gente della città, tanto che alcuni malati furono seppolti vivi  ed è per questo che nei loro volti è rimasta impressa un’immagine di sofferenza e terrore. Fra i tanti, spicca la storia di Ignacia Aguilar, una donna con una malattia rara per la quale il suo cuore cessava di battere per alcuni giorni: la donna fu sepolta viva e, quando la salma fu riesumata, venne trovata con il volto verso il basso mentre si mordeva il braccio pieno di sangue. Una parte del museo è interamente dedicata alle salme dei bambini travestite da angeli – non a caso, il museo vanta la salma più piccola del mondo – e la struttura stessa rappresenta il profondo rapporto con la morte della cultura messicana.

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  • Il museo della morte:

Il museo della morte si trova a Los Angeles e, a detta degli ideatori, ha il compito di rendere le persone felici di essere vive. Immerso in un silenzio spettrale e irreale realizzato grazie alle pareti insonorizzate dell’edificio, l’assurdo museo appare come un vero e proprio archivio storico della morte e dei serial killer: della collezione fanno parte animali imbalsamati, una sedia elettrica e altri simboli di morte, alcuni oggetti legati alla Heavens Gate – la setta ufologica che vide suicidarsi 39 persone nel 1997 – e delle opere d’arte realizzate dagli stessi serial killer. Il pezzo più inquietante e famoso, però, è la testa Hendri Landru, un famoso serial killer francese giustiziato nel 1921, che seduceva le vedove e successivamente ne bruciava i corpi in una stufa: il suo capo, ora, è esposto in una teca all’interno di questo spaventoso museo.

  • Museo Dupuytren:

Fondato nel 1835 dal professore di medicina Duputryen, il Museo omonimo si trova a Parigi ed è una collezione permanente che ha il compito di ripercorrere la storia delle patologie anatomiche – il Mutter Museum ne è la versione americana-.  Assolutamente non adatto ai deboli di stomaco e ai meno coraggiosi, nel museo sono esposti organi, scheletri, riproduzioni in cera e disegni rappresentati per lo più patologie che oggi, grazie ai progressi della scienza, sono state debellate. Uno dei pezzi più importanti del museo, nonchè pezzo unico, è il cervello che permise a Paul Broca di elaborare la dottrina delle localizzazioni cerebrali.

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  • Museo della tortura e della pena di morte:

Il Museo della tortura e della pena di morte si trova a San Giminiano, in Toscana – regione in cui, per altro, sono presenti anche altri musei della tortura a Lucca, Siena, Volterra e Montepulciano – ed è una delle più spettacolari raccolte di strumenti di tortura nel mondo. Fra i pezzi forti troviamo una cintura di castità, la forcella dell’eretico – le cui punte venivano conficcate sotto il mento e sopra lo sterno per impedire qualsiasi movimento della testa -, una ghigliottina – strumento di tortura inventato da Joseph- Ignace Guillotin nel 1789 ma che, in realtà, circolava già dal 1300 in diverse versioni -, una scure per mutilazione – utilizzata ancor oggi nei paesi Islamici, in passato era utilizzata per tagliare o spappolare le mani -, lo spaccaginocchi, il flagello a catena per le fustigazioni, il collare spinato – che portava alla morte in poco tempo – gli anelli spaccatesta, lo schiacciapollici, la Vergine di Norimberga – un particolare congegno simile al un sarcofago caratterizzato da lunghi aculei che pentravano nel corpo della vittima una volta chiuse le ante – e, infine, la sedia inquisitoria, attrezzo base per il lavoro dell’Inquisitore.

  • Meguro Parasitological Museum:

Situato a Tokyo, in Giappone, il Meguro Parasitological Museum è una struttura scientifica dedicata allo studio dei parassiti. Fondata nel 1953 da Satoru Kamegai, la struttura edificata su due piani ospita un’enorme biblioteca con oltre 50.000 volumi e saggi accademici, oltre 60.000 campioni parassitologici – 300 sono visibili al pubblico -, ed organizza attività educative e di ricerca. Il museo tratta in particolare la biodiversità dei parassiti e le infestazioni che possono colpire uomo e mammiferi ed il pezzo forte dell’intera collezione è un verme lungo quasi nove metri ritrovato all’interno del corpo di una quarantenne.

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FONTI:

https://en.wikipedia.org/wiki/Glore_Psychiatric_Museum

http://ricicloenonsolo.altervista.org/blog/lanonaporta/2015/08/08/5-musei-piu-inquietanti-del-1mondo/

http://www.qnm.it/attualita/fotogallery/i-musei-piu-spaventosi-e-inquietanti-del-mondo_9981_4.html

http://www.kiseichu.org/Pages/eaboutus.aspx

http://www.torturemuseum.it/

http://travel.fanpage.it/il-museo-delle-mummie-di-guanajuato-una-collezione-inquietante/

http://www.lanonaporta.net/blog/2015/08/museo-dupuytren-aberrazioni-e-deformazioni-fisiche/#