Elegy for a Dead World è un interessante connubio tra letteratura e mondo videoludico, con idee interessanti per chi ama scrivere.

“Explore dead civilizations, write about what you find, and share your stories with the world.”

Così si presenta Elegy for a Dead World, sviluppato dalla Dejobaan Games e pubblicato il 10 dicembre 2014.  Da subito viene sottolineata l’importanza delle parole nell’esperienza videoludica: il giocatore, infatti, dovrà cimentarsi nella scrittura. Niente nemici da abbattere, dunque, o esperienza da accumulare per salire di livello. La sfida qui consiste nel saper tradurre gli stimoli visivi in veri e propri “stralci di letteratura”.

Della contaminazione tra letteratura e mondo videoludico si è già parlato, in particolare del caso Metro 2023 qui. Elegy for a Dead World è però particolarmente interessante poiché inserisce l’attività di scrittura creativa nelle meccaniche di gioco. Il dead world del titolo è un pianeta alieno decadente, di cui rimangono solamente le rovine. Il giocatore, nei panni di un astronauta, dovrà esplorare questo pianeta e scrivere un’opera su di esso.

Il pianeta alieno è diviso in tre mondi, ognuno dei quali è ispirato da un autore romantico inglese. Si va dai volti di roccia e le pianure afose del Shelley’s world, alla stazione del Keats’s world e alle coste essiccate e la tundra ghiacciata del Byron’s world. Ogni volta in cui ci si imbatte in una torre, scultura o macchinario misterioso, comparirà un prompt di scrittura che il giocatore dovrà riempire (in base ai suggerimenti del gioco).

Le possibilità offerte da Elegy sono molteplici. Si potranno scrivere racconti sugli ultimi giorni di un individuo, canzoni sulla rassegnazione o poemi sulla guerra. Interessante è la possibilità, una volta ultimato il gioco, di condividere le proprie storie con altri utenti. È anche possibile, per chi lo volesse, stampare ciò che si è scritto tramite un servizio di print-on-demand.

L’esperimento della Dejobaan Games è interessante, anche se per ovvie ragioni può non piacere a molte persone. Elegy for a Dead World sacrifica azione ed adrenalina a favore di un’atmosfera sospesa tra sogno e poesia. È un prodotto dedicato agli amanti della scrittura, e molti potrebbero non considerarlo un vero e proprio videogioco. Certo è un curioso ed originale esempio di come, al giorno d’oggi, i confini tra i vari media d’intrattenimento siano, a volte, poco definiti, a favore di un “sincretismo” multimediale dai risultati stimolanti.

Fonti

http://www.dejobaan.com/elegy/

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