Sai recitare davanti alla telecamera? Come si “buca lo schermo”? Take#one è il corso di recitazione cinematografica che sta per arrivare nel milanese e vuole mettere alla prova tutti gli aspiranti attori, distinguendo il proprio metodo fra chi ha un’esperienza limitata alle recite delle elementari, e chi ha già fatto riscaldamento su una preparazione teatrale. Il percorso di Take#one è studiato specificatamente per le performance davanti a macchine da presa e telecamere, in prodotti di fiction per il cinema, la televisione e il web.

Martina Rossi è la responsabile del progetto intervistata: attrice e insegnante di recitazione teatrale, è una grandissima appassionata di cinema e ha sperimentato la telecamera per corto e lungometraggi. La sua strada come actor coach è iniziata qualche anno fa con le fashion blogger protagoniste di Insta.Girls, e ora è giunta a Take#one: “è bello portare l’allievo al raggiungimento dell’obiettivo” dice, “mi piace quasi di più insegnare che starci io per prima a recitare”.

Com’è nata l’idea di un corso pensato per la recitazione davanti alla macchina da presa?
Tutto ha avuto inizio sulle prove per Insta.Girls: mi sono trovata a lavorare con delle fashion blogger per la realizzazione di un prodotto fiction per il web, e mi sono resa conto di come queste ragazze, pur non avendo quasi mai recitato, avessero comunque una disinvoltura davanti all’obbiettivo, perchè altre esigenze le avevano già portate davanti a una telecamera. Con loro ho scoperto il ruolo dell’actor coach e quale importanza abbia una persona che, armata di macchina da presa durante le prove, faccia capire all’attore cosa funziona nell’inquadratura, dove andare o su cosa puntare per raggiungere una performance efficace.

Come sono state pensate le lezioni di Take#one?
Si tratta di sessioni di tre ore che presuppongono tutte l’uso di telecamera e schermo in tempo reale: la prima parte, fondamentale soprattutto per i principianti, è concentrata sull’uso del corpo, una sorta di riscaldamento per imparare a comunicare con il fisico, notando le proprie reazioni con esercizi di rilassamento e tensione, e imparando semplicissime coreografie fino all’automatico. È allora che si passa alla seconda parte, incentrata sulla sceneggiatura, sull’intenzione della battuta, sul lavoro di testa di cosa dire e ascoltare. Una volta a proprio agio con la parte, si approfondisce il personaggio, l’allievo può giocarci dandogli dei tic, delle caratteristiche, che poi deve imparare a trasmettere nell’inquadratura, per dare il giusto impatto a chi assiste alla sua performance.

Perchè nella presentazione di Take#one dichiari che “spesso chi ha una formazione prettamente teatrale, anche se ottima, si trova ad essere poco efficace davanti a una telecamera”?
Ho notato spesso che attori teatrali ben preparati, capaci di immediata disinvoltura con il proprio personaggio e flessibilità nel cambiare intenzioni, nell’inquadratura non rendevano, rimaneva sempre qualcosa di alterato. Ecco allora quanto conta capire l’immagine che sta venendo fuori. Bisogna sapere cosa rientra nell’inquadratura e caricare il corpo che è compreso nell’immagine: mentre a teatro si utilizza tutto il corpo, nel frame l’intenzione deve essere la stessa ma più nel dettaglio. Che si tratti del corso base o avanzato, nessuna lezione non può rinunciare al lavoro di recitazione da una parte, per poi passare al risultato dall’altra parte dello schermo: è necessario mettere gli allievi di fronte a quello che fanno.

Nel mondo del cinema, quali sono i modelli che Take#one segue e da quali si allontana?
Take#one è costruito sul modello di cinema americano: l’ammirazione è per regie fatte di immagini e per sceneggiature caratterizzate per lo più da dialoghi e monologhi serrati. Vado pazza per Hitchcock, ha una regia molto forte dettata da una chiarezza di idee tale da raggiungere livelli di dettaglio minuziossissimi nel frame. Così Linch, che nasce come pittore, ha centrale la questione dell’immagine. Fincher e Nolan sono i miei preferiti in generale, tutta la troupe è perfettamente coreografata a partire dall’attore, che ha una griglia molto stretta in cui deve muoversi. È chiaro che questo corso si vuole allontanare da modelli di regie assenti: film in cui gli attori sono lasciati alle loro grandissime interpretazioni e si crogiolano nel loro talento, sono film che alla fine lasciano poco da portarsi a casa per lo spettatore. Nel cinema italiano ci sono tuttora residui di una corrente che vuole la telecamera a registrare qualcosa che succede naturalmente, si deve recitare come se l’obbiettivo non esistesse. Per Take#one è l’opposto: la telecamera c’è e l’attore la deve saper usare.

Corso Base
ALLIEVI: 12
SESSIONI: 24
DOVE: The Mode – Legnano – via Verdi 10
QUANDO: lunedì e venerdì
ORARIO: dalle 14.30 alle 17.30
COACH: Martina Rossi

Corso Avanzato
ALLIEVI: 8
SESSIONI: 12
DOVE: The Mode – Legnano – via Verdi 10
QUANDO: lunedì e venerdì
ORARIO: dalle 14.30 alle 17.30
COACH: Martina Rossi

Take#one facebook: https://www.facebook.com/take1recitazione/?fref=ts
O presso The Mode: http://www.themode.it/news/corsorecitazionecinematografica/

Martina Rossi: 349-8235440 – marti_rossi@hotmail.com


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